Il Sudafrica sta vivendo una nuova ondata di xenofobia. Ma gli immigrati sono davvero il problema? Case assaltate. Persone trascinate fuori dagli ospedali. Oltre 30.000 rimpatri e 50.000 arresti in poche settimane. Nel mirino ci sono soprattutto altri africani: zimbabwesi, mozambicani, malawiani, nigeriani, etiopi. Che cosa sta accadendo davvero nella “Nazione Arcobaleno”? E perché il Paese simbolo della lotta contro l’apartheid torna oggi a cercare un nemico?
Ne parliamo con Itala Vivan, tra le maggiori studiose italiane dell’Africa australe, che da oltre quarant’anni conosce e frequenta il Sudafrica. Nell’intervista realizzata da Marco Trovato, Vivan offre una lettura che va oltre la cronaca: il peso del colonialismo, le promesse mancate del post-apartheid, le profonde disuguaglianze sociali, la strumentalizzazione politica dell’insicurezza e l’influenza dei movimenti sovranisti globali.
«La libertà senza giustizia sociale non basta. E quando le promesse vengono tradite, la rabbia cerca un nemico». Una riflessione che riguarda il Sudafrica, ma interroga anche l’Europa e molte democrazie contemporanee



