Charles Kibe ha aperto la sua sartoria nel 1990. Nel 2013 una diagnosi di glaucoma gli ha tolto la vista. Il mestiere, no. Le sue dita riconoscono il cotone dal lino, il dritto dal rovescio, la cucitura storta da quella precisa. Misura, taglia, cuce, rammenda, consegna. Un metro a nastro, una macchina da cucire, un filo. I gesti sono gli stessi di trent’anni fa. E suo messaggio è semplice: «Non lasciatevi fermare dalla malattia. Continuate a fare quello che sapete fare, con tutte le forze che avete». Nella sua sartoria di Nairobi il lavoro non si è fermato. Si è solo spostato dagli occhi alle mani.