Niger, l’aeroporto di Niamey è di nuovo sotto attacco

di Tommaso Meo

Questa mattina, prima dell’alba, si sono uditi intensi spari nella zona dell’aeroporto internazionale Diori Hamani di Niamey, capitale del Niger. Secondo quanto riportano le agenzie internazionale. L’area è stata isolata dai militari nigerini, ma sarebbero ancora in corso degli scontri a fuoco. Non ci sono ancora molti dettagli sull’identità degli aggressori, che hanno violato il compound dell’aeroporto e sono entrati nella struttura.

Le prime esplosioni si sono verificate intorno alle 6 del mattino ora locale (le 5 in Italia) e si sentivano ancora spari sporadici quasi due ore dopo. Una fonte della sicurezza citata da France24, ha fatto sapere che l’aeroporto «sembrava essere sotto attacco».

L’aeroporto di Niamey, situato a circa 10 chilometri dal palazzo presidenziale, è un’area molto sensibile. Ospita la base 101 dell’aeronautica militare, il quartier generale della Forza unificata anti-jihadista Niger-Burkina Faso-Mali della Confederazione degli stati del Sahel (Aes) e una base per droni. È stoccato lì anche un ingente carico di uranio.

Alla fine di gennaio, un altro assalto rivendicato dai jihadisti aveva violato l’aeroporto, terminando solo dopo intensi combattimenti a fuoco. L’attacco di gennaio è stato condotto da uno sparuto gruppo di persone, arrivate armi in mano a bordo di motociclette, che si sono però prima avvalse dell’uso di droni di ricognizione e droni kamikaze. L’attacco è stato rivendicato dal Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim).

In seguito a quell’attentato, migliaia di case costruite illegalmente vicino all’aeroporto sono state demolite. Le autorità militari nigerine hanno giustificato questo sfollamento di massa con il fatto che il quartiere era stato infiltrato da jihadisti per compiere l’attacco. È stato inoltre varato un piano di sicurezza per l’aeroporto, anche con l’estensione del muro di cinta e l’installazione di oltre 350 telecamere all’interno e intorno all’area aeroportuale.

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