Il Mali mette taglie milionarie sulle teste di jihadisti e ribelli

di Tommaso Meo
Fla

Il governo del Mali ha annunciato ricompense in denaro fino a 2 miliardi di franchi Cfa (circa 3 milioni di euro) per chiunque fornisca informazioni utili all’arresto di diverse persone ricercate per terrorismo e attività armate contro lo Stato. Il provvedimento, firmato dal ministro della Sicurezza, il generale Daoud Aly Mohammedine, segue di due settimane il congelamento dei beni del Fronte di liberazione dell’Azawad (Fla) e di esponenti politici come Oumar Mariko ed Étienne Fakaba Sissoko.

La taglia più alta, pari a 2 miliardi di franchi Cfa, riguarda Iyad Ag Ghali, leader del Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani (Jnim), la principale coalizione jihadista del Sahel affiliata ad Al-Qaeda. Ricompense da 1,5 miliardi sono state fissate per il suo vice Amadou Kouffa (capo della Katiba Macina) e per Abdoulaye Mamoudou Bakaye Diallo. Il ministero offre inoltre 1 miliardo di franchi Cfa per il negoziatore del Fla, Alghabass Ag Intalla, e 500 milioni per altri esponenti di spicco dei due gruppi, tra cui il segretario generale del Fla Bilal Ag Achérif, Sedane Ag Hita e Abderrahmane Al-Batna Al-Jazairi.

Il provvedimento colpisce sia l’estremismo jihadista sia la ribellione tuareg nel nord del Paese. Il Fla, coalizione separatista formata da sigle come Mnla e Hcua, è accusato dalle autorità di Bamako di cooperare attivamente con lo Jnim. Una collaborazione confermata dallo stesso Fla, che ha dichiarato a fine aprile di aver condotto l’offensiva militare contro la città di Kidal insieme ai jihadisti.

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