La Coalizione articolo 64 per la difesa dell’ordine costituzionale (C64) ha annunciato il rinvio della manifestazione pacifica prevista a Kinshasa per domani per chiedere le dimissioni del presidente della Repubblica, Félix Tshisekedi. L’opposizione della Repubblica Democratica del Congo ha però chiesto che entro il 15 agosto prenda il via un dialogo nazionale.
La decisione arriva in seguito all’appello alla distensione lanciato il 18 luglio dalle principali autorità religiose locali, tra cui il cardinale Fridolin Ambongo della Conferenza episcopale e il reverendo André Bokundoa della Chiesa di Cristo in Congo. I cinque leader del blocco di opposizione – Martin Fayulu di Ecidé, Jean-Marc Kabund di A.Ch, Moise Katumbi di Ensemble, Augustin Matata di Lgd e Delly Sesanga di Envol – hanno definito la sospensione un gesto di responsabilità istituzionale. La coalizione ha precisato che la scelta non rappresenta «una resa», ma costituisce una risposta alle rassicurazioni giunte dalla presidenza della Repubblica circa la volontà del capo di Stato di avviare un confronto pacifico nel pieno rispetto della Carta fondamentale del Paese.
In un comunicato, la C64 ha ribadito il fermo rifiuto verso qualsiasi revisione costituzionale, ricordando che il presidente della Repubblica non può superare i due mandati previsti dalla legge. Tra le condizioni essenziali stabilite per il negoziato figurano il contrasto all’aggressione esterna nell’Est del Paese, la risoluzione delle criticità economiche e l’adozione immediata di misure di fiducia. Qualora il dialogo non dovesse essere aperto entro la metà di agosto, o nel caso in cui venisse promulgata una legge sul referendum, l’opposizione si è detta pronta a mobilitare nuovamente la popolazione in tutto il Paese per far valere i diritti civici.



