Nuovo governo in Senegal, Sonko apre al dialogo

di claudia

In Senegal, il leader del partito Pastef-Les Patriotes, Ousmane Sonko, ha affermato che il suo partito non intende utilizzare la maggioranza parlamentare nell’Assemblea Nazionale per censurare il nuovo governo, la cui composizione è stata resa nota ieri. «Non siamo avversari del presidente Faye, per patriottismo e per il bene superiore della nazione», ha dichiarato Sonko, destituito il 25 maggio dalla carica di primo ministro, che occupava dal 2 aprile 2024.

«Siamo obbligati a coesistere. Siamo tenuti a parlare tra di noi, a impegnarci in un dialogo come leader per evitare una crisi», ha affermato il neoeletto presidente dell’Assemblea nazionale. «Invito responsabilità e un dialogo politico intelligente, che non impedisca a nessuno di perseguire le proprie ambizioni politiche», ha auspicato Sonko.

Ieri, il presidente del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, ha ufficializzato il decreto di nomina del nuovo governo guidato dall’economista Ahmadou Al Aminou Mohamed Lo. L’esecutivo conta 31 membri, di cui 15 nuovi volti e quattro donne. La nascita di un ministero ad hoc per le Miniere, distinto da quello dell’Energia e del Petrolio, e guidato da Cheikh Oumar Seck, evidenzia l’intenzione di massimizzare e monitorare in modo indipendente la transizione ecologica e le risorse estrattive nazionali.

Ufficialmente il Pastef è assente dal nuovo governo, a causa di numerosi punti di divergenze. Tuttavia sono presenti alcuni elementi del Pastef, a titolo personale, come il nuovo ministro delle Forze Armate Yankoba Dieme, il ministro della Sanità, Irahima Sy o il ministro della Pianificazione territoriale, Moussa Bala Fofana.

La nuova architettura della scena politica senegalese segna il culmine della crisi tra Sonko e Faye, già stretti alleati protagonisti di un patto che ha permesso a Sonko, destinatario di condanne giudiziarie, di accedere ai vertici dello Stato attraverso la guida del governo, mentre il suo braccio destro è stato collocato alla Presidenza della repubblica.

Intanto, alcuni deputati dell’opposizione hanno formalizzato una battaglia legale depositando un ricorso formale presso il Consiglio Costituzionale per annullare l’elezione di Sonko alla presidenza dell’Assemblea e bloccare il suo ritorno in Parlamento. Eletto nelle legislative del 2024, Sonko aveva sospeso il proprio mandato parlamentare per incompatibilità non appena era stato nominato primo ministro dal presidente Faye. Secondo l’opposizione, guidata da figure come il deputato Abdou Mbow, una volta lasciato lo scranno per entrare nell’esecutivo, un parlamentare non può semplicemente “riprenderselo” in automatico dopo il licenziamento o le dimissioni dal governo. Gli oppositori denunciano la procedura come un atto illegittimo e sostenendo che nessuna norma della Costituzione o del regolamento interno dell’Assemblea autorizzi una simile reintegrazione automatica.

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