Sono ormai passate due settimane da quando il presidente del Camerun, Paul Biya, ha annunciato la formazione di un nuovo governo, ma a oggi nessun esecutivo è stato ancora nominato, alimentando incertezza e speculazioni politiche nel Paese. Nel suo discorso alla nazione il 31 dicembre 2025, Biya aveva indicato la creazione di un nuovo gabinetto come una priorità per rilanciare l’amministrazione pubblica e rispondere alle aspettative di riforma e sviluppo. Tuttavia, malgrado quella promessa e le dichiarazioni ufficiali, nessun decreto formale è stato pubblicato per la nomina di ministri o la riorganizzazione delle cariche centrali di governo.
L’attesa si fa sentire non solo tra gli osservatori politici ma anche all’interno delle amministrazioni ministeriali, dove molti funzionari seguono con ansia i notiziari della Crtv, la televisione statale, nella speranza di annunci concreti. Per alcuni commentatori, il ritardo riflette la lentezza burocratica del sistema camerunese, dove spesso i tempi politici si misurano in mesi piuttosto che in giorni.
Questa fase d’incertezza giunge in un contesto politico particolarmente teso. Paul Biya, al potere da oltre quattro decenni, è stato confermato presidente per un ottavo mandato alle elezioni del 12 ottobre 2025, un risultato che ha suscitato contestazioni da parte dell’opposizione e manifestazioni in diverse città del Paese, con critiche sulla gestione delle elezioni e sulla legittimità del voto.
L’annunciato, ma non realizzato, rimpasto di governo interviene in un momento in cui la fiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni è messa alla prova, e in cui molte frange politiche auspicano non solo un rinnovamento della squadra esecutiva, ma anche riforme più ampie sul piano costituzionale e della trasparenza elettorale.
In assenza di un decreto esecutivo, restano aperte domande sul calendario politico del Camerun per il 2026, mentre l’opinione pubblica osserva con crescente impazienza ogni mossa del Palazzo presidenziale.


