Vertice Africa-Russia, equilibrio tra cerimoniali e politica?

di claudia
vladimir putin

Il secondo vertice Russia-Africa, che si chiuderà oggi a San Pietroburgo è visto da Mosca come la piattaforma preminente per rinnovare le relazioni con l’Africa. Questo incontro avviene in un momento geopolitico particolarmente carico e ha attirato molta più attenzione rispetto al primo vertice Russia-Africa del 2019.

In una lunga e interessante analisi pubblicata dall’Istituto per gli studi sulla sicurezza africano (Iss) di Pretoria (Sudafrica) si evidenzia come riunendo almeno 40 capi di Stato africani e alti dirigenti, il vertice ha l’obiettivo dichiarato di approfondire la cooperazione tra Mosca e le capitali africane in cinque ampie aree: politica, sicurezza, relazioni economiche, scienza e tecnologia, e impegno culturale e umanitario. Quest’agenda, definita “ambiziosa”, include un Forum Economico e Umanitario parallelo inteso a “diversificare l’ambito e la natura della cooperazione russo-africana, impostando così il corso del suo sviluppo a lungo termine”.

Secondo l’Iss, l’importanza di questo vertice per la Russia è evidente: da quando ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022, la Russia si è rivolta decisamente verso l’Africa per eludere l’isolamento occidentale. L’incontro di San Pietroburgo è un’occasione per mostrare che Mosca non è stata isolata e ha partner alternativi disposti a rafforzare la loro cooperazione con il Cremlino.

La questione di cosa vogliano gli Stati africani dal vertice è più complessa, sottolinea il centro studi africano. “Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, le linee di frattura globali si sono approfondite, con l’Africa al centro di un’offensiva di charme da parte delle potenze internazionali che cercano sostegno per il loro approccio all’ordine internazionale. L’agenda di sviluppo del continente sarebbe normalmente la priorità nei suoi impegni con i partner esterni. Ma ciò non è più così semplice o prominente come una volta”.

Secondo l’Iss, per ricentrare le esigenze di sviluppo dell’Africa, i paesi del continente devono impostare proattivamente l’agenda e mappare le responsabilità negli incontri Africa+1, ovvero tutti quegli incontri che vedono il Continente confrontarsi con singoli paesi (Russia, Giappone, India, USA, Italia, etc…).” I governi africani svolgono ancora un ruolo in gran parte secondario nell’avviare questi impegni, nell’inquadrare l’agenda e nel contribuire ai risultati” scrivono i ricercatori.

Un aspetto positivo è l’impegno dei leader africani a continuare la discussione sulla risoluzione della guerra in Ucraina. Il vertice arriva quasi un mese dopo la prima missione di pace africana, che ha visto i leader di sette paesi impegnarsi con l’Ucraina e la Russia nel tentativo di raggiungere un accordo.

Mentre le fratture geopolitiche peggiorano nel prevedibile futuro, gli stati africani dovrebbero adottare un approccio più assertivo agli impegni Africa+1. Questo sposterà il continente oltre la diplomazia dei vertici e gli interessi dei “più uno” – e verso una posizione più solida per negoziare gli interessi africani collettivi sulla scena mondiale. 

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