Tunisia – Elezioni presidenziali: Nabil Karoui rilasciato

di Marco Simoncelli

È uscito ieri sera dal carcere di Mornaguia, tra gli applausi e i festeggiamenti dei suoi sostenitori, il magnate Nabil Karoui, che sfiderà al ballottaggio il conservatore Kais Saied alle elezioni presidenziali tunisine di domenica prossima. Stando a quanto riportato da Jeune Afrique, la Corte di cassazione di Tunisi ha accolto ieri la richiesta di liberazione di Karoui, arrestato il 23 agosto scorso con l’accusa di riciclaggio ed evasione fiscale.

Ad Agenzia Nova l’avvocato di Karoui, Imed Ben Halim, ha raccontato che la Corte di cassazione ha ritenuto «ingiustificata» la sentenza emessa la scorsa settimana dalla Corte d’appello di rifiutarne il rilascio. Per questo, ha spiegato il legale, la Corte ha predisposto la liberazione del candidato, che potrebbe così disputare il ballottaggio.

Proprietario dell’emittente televisiva privata “Nessma” e leader del neo-costituito partito Qalb Tounes, Karoui era stato arrestato lo scorso 23 agosto nei pressi di un casello autostradale con l’accusa di frode fiscale e riciclaggio di denaro, a seguito di una denuncia presentata nel 2016 dall’organizzazione non governativa “I Watch”.

Sebbene impossibilitato a fare campagna elettorale per il primo turno delle presidenziali, celebrato lo scorso 15 settembre, il politico ha ottenuto il 15,6% dei voti e nei prossimi due giorni di campagna è previsto un dibattito televisivo contro il suo sfidante, come ricorda RFI . 

Domenica scorsa i tunisini hanno votato anche per le elezioni legislative.  Un voto in cui l’affluenza è stata molto bassa e i cui risultati sono stati pubblicati ieri nell’indifferenza dei tunisini che hanno concentrato la loro attenzione sulla liberazione di Karoui. Il partito Ennahdha di ispirazione islamica è arrivato in testa con 52 seggi su 217, molto al di sotto della maggioranza richiesta di 109 voti per formare un esecutivo. Il partito di Karoui, Qalb Tounes, creato a giugno ha invece ottenuto 38 seggi. Il risultato conferma dunque la frammentazione del Parlamento tunisino tra formazioni profondamente divergenti preannunciando difficili negoziati per formare un governo e per legiferare.

I seggi per le legislative sono stati chiusi senza che le istituzioni tunisine né gli osservatori europei abbiano notato incidenti rilevanti. La mancanza di entusiasmo per le terze elezioni legislative dalla caduta della dittatura nel 2011 è spiegata dal rifiuto delle élite al governo già espresso dalla popolazione al primo turno delle elezioni presidenziali, determinato dallo stallo politico ed economico che il Paese sta attraversando.

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