• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PROSSIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 28/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

tuareg

    Kidal, Mali
    FOCUS

    Mali | Dietro la lente di un Paese frammentato

    di Celine Camoin 15 Giugno 2020
    Scritto da Celine Camoin

    Sono davvero tante le sfide che attendono il governo in procinto di essere nominato in Mali. Un Paese tuttora frammentato in cui molteplici attori hanno occupato il proprio spazio, lontano da logiche democratiche e consensuali.

    Il compito di guidare l’esecutivo spetta al giovane Boubou Cissé, nominato primo ministro ad aprile 2019 e confermato dal presidente Ibrahim Boubakar Keita a seguito della vittoria del Raggruppamento per il Mali (Rpm) alle elezioni parlamentari di aprile 2020. Una vittoria ottenuta sulla carta, senza maggioranza assoluta e strappata con un tasso d’affluenza molto basso (il 35,25%) riconducibile a un misto di disinteresse, delusione, paura del coronavirus e paura dei terroristi.

    Il rinnovo delle istituzioni si sta svolgendo in un contesto delicato, in cui l’alternanza di tentennamenti e immobilismi è una breccia nella quale s’infilano gli opportunismi.

    La cronaca recente ha visto scendere in piazza manifestanti antigovernativi. La prima volta a fine maggio, per contestare i risultati definitivi delle parlamentari, che hanno aggiunto seggi all’Rpm. La seconda, ai primi di giugno, per denunciare i mali che tengono il Paese in un limbo di povertà, corruzione, insicurezza e divisione. Il 5 giugno, a capo dei manifestanti anti-IBK – come è comunemente soprannominato il presidente – è emerso un influente leader islamico, l’imam Mahmud Dicko, affine alle frange religiose più radicali.

    A suscitare l’indignazione è anche il sequestro del capofila dell’opposizione, Soumaila Cissé, un leader storico della politica maliana, più volte candidato alle presidenziali. Soumaila Cissé è stato rapito mentre si trovava in campagna per le elezioni parlamentari, il 25 marzo nella regione di Timbuctù. Dopo due mesi e mezzo di prigionia, per l’uomo 71enne, poco si sa della sua sorte o di trattative in corso per la sua liberazione. Anche su questo punto, il governo è sotto il fuoco delle critiche.

    Sebbene il sequestro non sia stato rivendicato, sembrerebbe che Cissé sia nelle mani di miliziani dello Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani, Jnim) un gruppo affiliato ad Al Qaeda. Non è nemmeno chiaro quale sia lo scopo dei rapitori, considerando che, lo scorso febbraio, IBK aveva dichiarato di voler aprire un quadro di dialogo con i jihadisti.

    Lo Jnim di Iyad ag Ghali e di Amadou Koufa, nato dall’alleanza di Ansar al Din e della katiba Macina, è uno dei gruppi armati che controlla alcune zone centrali e settentrionali del Mali. Ma non è l’unico gruppo armato della regione. Nell’area della cosiddetta zona delle tre frontiere (con Niger e Burkina Faso) opera anche il gruppo affiliato all’Isis, lo Stato islamico nel grande Sahara, guidato da Adnan Abou Walid Sahrawi. Nel vasto gioco di guerra e di posizioni in atto nel Sahel, le due formazioni jihadiste si scontrano anche tra loro, soprattutto dallo scorso gennaio. Le rotte della regione sono fondamentali per i traffici, soprattutto di droga e di armi, e averne il loro controllo fa la differenza. Nella morsa di questa situazione è stretta la popolazione locale, obbligata a sottomettersi, o ad affiliarsi, come nel caso dei giovani privi di vere prospettive per il futuro. Nella strategia dei jihadisti entra anche la strumentalizzazione di tensioni tra comunità locali.

    La presenza dei jihadisti giustifica tuttora quella dei soldati francesi. Arrivati nel 2013 per fermare l’avanzata di questi miliziani verso Bamako, i militari della cosiddetta Operazione Barkhane sono circa 5.000, sparsi tra il Mali, il Niger e il Ciad. Operazioni mirate – come la recente uccisione del leader di Al Qaeda nel Maghreb islamico, Abdelmalek Droukdel – intelligence, formazione degli eserciti locali, sono compiti assolti dai soldati di Parigi, ma finora non si è delineata una chiara supremazia sulle forze jihadiste. Anzi, negli ultimi cinque anni queste ultime hanno guadagnato terreno anche nei Paesi confinanti, compiendo sempre più attacchi in Burkina Faso e in Niger.

    Un passo indietro

    La mano jihadista in Mali, è bene ricordarlo, si è affermata a ridosso dell’insurrezione indipendentista dei movimenti tuareg dell’Azawad. Alla fine del 2011, dopo tentativi di dialogo rimasti nel cassetto, alcuni tuareg passano dalle parole ai fatti usando una strategia nella quale hanno la meglio, quella delle armi. Nasce il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), un movimento dotato di braccio politico e militare, composto in maggioranza di tuareg ma non solo. Scatta la rottura con il governo centrale, lontano non solo geograficamente ma anche culturalmente, comunitariamente, morfologicamente dalle popolazioni nomadi del deserto. A soffiare sul fuoco delle differenze ereditate dalla divisione coloniale dell’Africa, divisione nella quale i tuareg si sono ritrovati emarginati, è un’altra guerra: quella che vede vacillare la Libia di Muammar Gheddafi. Il rais è ucciso proprio in quel momento, ad ottobre 2011. La fine del regime fa crollare gli equilibri nella regione. Fuggono soldati libici del deserto, tornano in patria. Per molti di loro, quella patria è il nord del Mali.

    Nel 2012 il conflitto precipita, l’esercito maliano subisce sconfitte ed è in quel momento che si affermano gli islamisti. Conquistano territorio, preoccupano l’Mnla. L’intervento dei francesi blocca l’avanzata delle bandiere nere.

    Su quel tavolo fragile nel 2013 si siedono il Coordinamento dei movimenti dell’Azawad e il governo, fino alla firma degli accordi di pace di Algeri nel 2015. Entra sulla scena un altro – ennesimo – attore: la missione di “stabilizzazione” delle Nazioni Unite, nota con l’acronimo Minusma.

    Sette anni dopo il suo arrivo, la missione dei caschi blu non ha concluso molto, se non la stabilizzazione della situazione iniziale. Tacciono le armi della secessione, ma non è ancora attuata la reale divisione politico-amministrativa né militare. Sul piano dello sviluppo del territorio dell’Azawad, gli autoctoni lamentano pochi progressi, ai quali si aggiungono voci di appropriazione indebita di fondi destinati a progetti. Sul piano della sicurezza, i caschi blu hanno subito pesanti perdite in vite umane. Le ultime due proprio questo fine settimana, nell’attacco a un convoglio  tra Tessalit e Gao, in una zona dove sono attivi i jihadisti.

    Mancano ancora pezzi nel grande puzzle maliano. Il centro del Paese non è privo di tensioni, che regolarmente sfociano in scontri armati, tra le comunità peul e dogon. Appoggiandosi sui cacciatori tradizionali, i dozo, si sono formate milizie di autodifese armate. E anche il governo, secondo alcune voci, avrebbe un proprio braccio paramilitare riservato alle missioni meno ‘convenzionali’.

    Dalla lente dei palazzi di Bamako, in attesa del nuovo governo, l’obiettivo di un Mali pacifico e coeso deve sembrare molto lontano.

    Céline Camoin

    Condividi
    15 Giugno 2020 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Niger | Camionisti e Tuareg

    di Valentina Milani 23 Aprile 2020
    23 Aprile 2020

    Camionisti in transito nel Nord del Niger incontrano un Tuareg proveniente dalla Libia – Foto di Pascal Maitre Crocevia di interessi internazionali e traffici criminali, passaggio obbligato per miriadi di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Bombino, stella del rock

    di Valentina Milani 14 Febbraio 2020
    14 Febbraio 2020

    Bombino in concerto in Italia, in provincia di Piacenza. – Foto di Marco Garofalo Classe 1980, nato e cresciuto in Niger (nella città di Agadez, estremo sud del Sahara), Goumar …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • BazarIN VETRINA

    Boutique Inadan Azamane: bijoux tuareg

    di AFRICA 26 Dicembre 2019
    26 Dicembre 2019

    Mohamed Issouf è un giovanissimo tuareg di Agadez, in Niger. Innamorato della propria cultura, ha deciso di farne un mestiere e ha creato la Boutique Inadan Azamane «per promuovere la …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SAPORI

    Maison Touareg – Milano

    di AFRICA 29 Ottobre 2019
    29 Ottobre 2019

    Un frequentatissimo locale da trenta coperti al massimo che, come riportato dall’insegna all’ingresso, si fregia del titolo di “primo bistrot marocchino di Milano”. Sicuramente, un indirizzo da tenere presente per …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINALibri

    Charles de Foucauld, di Pierre Sourrisseau

    di AFRICA 22 Agosto 2019
    22 Agosto 2019

    Francese, nato nel 1858 e ucciso a Tamanrasset, nel Grande Sud algerino, nel 1916, durante un’incursione di Senussiti venuti dalla Tripolitania nel contesto della Grande guerra (una morte non, tecnicamente, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CALENDAFRICA

    15 dicembre – Mano Dayak

    di Pier Maria Mazzola 14 Dicembre 2018
    14 Dicembre 2018

    † 1995. Uomo del deserto (Aïr, Ténéré), leader del Fronte di Liberazione Tamoust, coalizione di movimenti tuareg del Niger, nonché guida turistica e scrittore, perisce in un incidente aereo. «Con …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Mali – Nuovo attacco: morti sette militari

    di Enrico Casale 28 Settembre 2018
    28 Settembre 2018

    Almeno sette militari delle forze armate del Mali un civile sono morti in un attacco armato condotto ieri da sospetti miliziani jihadisti fra le città di Timbuctu e Mopti, nel …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Libia – I tuareg: «L’Italia ci aiuti»

    di Enrico Casale 26 Settembre 2018
    26 Settembre 2018

    I Tuareg libici chiedono al governo italiano e all’Unione europea di offrire aiuti concreti al sud della Libia, dove la situazione umanitaria e di sicurezza è «molto grave». A dichiararlo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    Bombino – Deran

    di AFRICA 30 Agosto 2018
    30 Agosto 2018

    Dopo le recenti collaborazioni con artisti del Nord del mondo (Stevie Wonder, Keith Richards, Robert Plant, Dan Auerbach…), Bombino torna a registrare un album in Africa. Lo fa in modo …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • AFRICA TV - VIDEO

    Dietro le rocce di Tamenrasset

    di AFRICA 31 Maggio 2018
    31 Maggio 2018

    Ai piedi del massiccio dell’Assekrem (in lingua Tamashek “fine del mondo”) Tamanrasset è il centro più importante della società dei tuareg algerini. Qui visse fino alla morte violenta, nel 1916, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    17 morti in un attacco al confine tra Niger e Mali

    di AFRICA 20 Maggio 2018
    20 Maggio 2018

    Nella notte tra venerdì e sabato un villaggio nigerino di Aghay nella regione di Tillabéry alla frontiera con il Mali è stato teatro di un attacco a sfondo etnico che …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • IN VETRINAMusica

    Les Filles de Illighadad – Eghass Malan

    di AFRICA 10 Maggio 2018
    10 Maggio 2018

    Musica takamba e tendè shakerata con un blues alla Tinariwen. Sono questi gli ingredienti dell’album d’esordio di una band formata da tre ragazze di un villaggio del Sahara nigeriano e …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Mali – Attacchi jihadisti nel nord est, decine di tuareg uccisi

    di AFRICA 29 Aprile 2018
    29 Aprile 2018

    Oltre 30 civili della comunità Tuareg sono stati uccisi in due attacchi condotti da un sospetto gruppo jihadista nel nord-est del Mali, al confine con il Niger. Sono state le …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • BazarIN VETRINA

    Profumi d’Eritrea (e del Sahara)

    di AFRICA 4 Aprile 2018
    4 Aprile 2018

    Nel lontano 1927, Vittoriano Casanova, farmacista piacentino, scopre l’uso millenario di resine ed essenze naturali come profumatori grazie a un viaggio in Eritrea e Somalia. Al rientro, crea la “Carta …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Gli angeli custodi che salvano gli scimpanzé dell’Africa occidentale

    28 Giugno 2026
  • Il libro della settimana: “La prima volta che siamo stati bianchi”

    28 Giugno 2026
  • Il Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia

    27 Giugno 2026
  • Il popolo a cavallo: l’anima del Lesotho corre al galoppo

    27 Giugno 2026
  • ASAI VIII: a Pavia tre giorni per riflettere sulle “Acque d’Africa”

    27 Giugno 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 28/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl