• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • ULTIMO NUMERO (5/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (4/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 26/09/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

senegal

    Mbalax
    SOCIETÀ

    La storia infinita della musica senegalese

    di AFRICA 5 Giugno 2020
    Scritto da AFRICA

    Dire musica in Senegal è come dire riso con pesce, il piatto nazionale. Qualcosa a cui ci si abitua fin da bambini. Qui anche nelle situazioni più serie o a notte fonda si può sentire cantare. E anche quando si viaggia in un bus è sempre presente un riecheggiare tambureggiante. Insomma qui la musica è elemento di una tradizione che si rinnova ogni anno. Ci aiuterà a rivelarne la storia e i segreti Carlos Le Beau, pseudonimo di un artista che ha scelto di vivere seguendo le proprie passioni.

    Il ruolo della musica

    Carlos ci spiega innanzitutto in cosa consisteva un tempo il ruolo di griot nella società senegalese. Questi erano cantastorie coinvolti per esempio nei campi di combattimento, musicisti che con i loro strumenti avevano il compito di incoraggiare i duellanti. Raccontavano la vita degli antenati motivando un soldato ed esaltandone le gesta del padre o del nonno. In questo modo davano loro forza. «Tuo padre non sarebbe mai scappato davanti a un avversario», e così neanche il figlio scappava e la lotta continuava. Il connubio tra musica e ordine naturale delle cose si manifestava però anche in altri momenti della quotidianità. Esistevano ed esistono ancora piccole capanne con uno strumento a percussione all’interno in cui si annunciavano alla comunità diversi momenti di rilevanza sociale, come la nascita di un figlio, la convocazione di una riunione o un decesso. Gli abitanti di un villaggio riconoscevano il suono e capivano quale fosse la notizia. Esistono poi strumenti propri della religione, come quelli utilizzati dai bayefall, esponenti della confraternita muride diffusa in tutto il Senegal.

    A ritmo di mbalax

    Carlos è un esperto di mbalax, il genere musicale più diffuso in Senegal. Si tratta di una musica che parte veloce, che ti lancia sulla pista, particolarmente adatta a cerimonie come matrimoni e battesimi. Attraverso lo mbalax la gente viene incitata alla danza: per esempio non di rado sono invitate a ballare tutte le donne che non vogliono che il proprio marito prenda una seconda moglie (la poligamia è molto diffusa in Senegal). SabarIl senso di questa musica nelle cerimonie è insomma rimuovere il broncio dai volti e far sì che tutti ballino. Gli strumenti propri dello mbalax sono diversi: Carlos ci presenta la batteria sabar, formata da sette diversi componenti a percussione, ognuna delle quali è suonata da una persona diversa. Una in particolare ha il compito di dirigere, lo nder, e un’altra dà la base al ritmo. Un sabar forma quindi una piccola orchestra, dove ogni strumento ha il suo “potere”. È costruito intagliando del legno massiccio, poi ricoperto con pelle di capra, e ha la forma di un mortaio. Caratterizzano il sabar, che viene suonato con due mani di cui una tiene una bacchetta, i tasselli di legno ai lati che tengono tesa la pelle.

    Musica da combattimento

    Il sabar è nato nella regione del Sine Saloum, nel Senegal centrale, ed era inizialmente utilizzato per lo più durante gli incontri di lotta senegalese, nota anche come laamb Lotta senegalesee diffusa nel Paese dai sérèr, etnia dedita in origine principalmente alla coltivazione di miglio e mais. Quando nella stagione delle piogge si avevano i frutti del raccolto c’era la tradizione di organizzare dei tornei nei villaggi e ognuno portava i propri prodotti. I tornei permettevano di vincere i sacchi dei raccolti ed il trionfatore poteva accaparrarsi fino alla metà del montepremi totale. I griot suonavano il sabar durante i tornei, mentre alle donne era affidato il compito di cantare. La lotta tradizionale è tutt’oggi molto diffusa in Senegal, rappresentando così lo sport nazionale insieme ovviamente al calcio. Presente ancora oggi è la parte musicale, che ha il compito di incoraggiare e allo stesso tempo di proteggere i lottatori. Assistere a un torneo di lotta sfida i timpani più di un concerto vissuto a pochi centimetri da un amplificatore. I griot suonano ininterrottamente per tutta la durata della competizione ed è difficile scambiare una parola con qualcuno tanta è l’intensità della musica.

    I segreti del soruba

    Ci sono poi altri strumenti tradizionali a percussione come il soruba, che si usa perlopiù a settembre, mese “spirituale” in cui si pratica la circoncisione dei bambini all’interno delle comunità Mandinka. Il soruba annuncia il kankourang, uno spirito che si manifesta tra le strade della città sotto forma di figura antropomorfa ricoperta da una corteccia rossa e che ha il compito di proteggere i giovani circoncisi. I soruba si distinguono per una grossa macchia al centro e sono come il sabar composti da diversi componenti. La musica di questo strumento viene sprigionata dunque dai griot delle comunità Mandinka con lo scopo di motivare i ragazzi in procinto di diventare uomini. I griot durante le uscite del kankourang infiammano le vie del villaggio suonando forsennatamente. Durante il periodo della circoncisione, i bambini della comunità mandingo vivono insieme nella stessa casa e sono gli anziani ad occuparsi della loro sfera spirituale. Le persone tra i 15 e i 30 anni invece si occupano di tutto il resto, dall’approvvigionamento fino alla salute dei bambini. Un altro strumento tradizionale a percussione è il djembe, che ha origine invece in Guinea e in Mali. Da lì vengono infatti i più importanti musicisti del tamburo: un nome su tutti quello di Mamady Keïta, artista capace, secondo Carlos, di avere più di trecento ritmi nella sua testa.

    La vita del suonatore

    Carlos non può fare a meno di rivelarci come molte cose ostacolino il percorso di un artista. A volte anche la famiglia può rappresentare un limite. Secondo Carlos però ne vale la pena, perché la musica può risollevare da ogni tristezza ed è qualcosa che si lega profondamente all’anima di ognuno. Carlos non è un griot nel senso tradizionale del termine in quanto la sua famiglia non può vantare cantastorie. Ha cominciato però a suonare seguendo altri amici decidendo poi di dedicarsi solo alla musica. L’arte, secondo lui, è gelosa, non deve mai essere messa in secondo piano. Si è quindi formato in Guinea, dove ha vissuto con una grande famiglia di artisti, prima di ritornare in Senegal e cercare la propria strada. Figlio di griot è invece Dialy, suonatore di kora, strumento a corda. Dialy ci racconta l’origine dei griot accennando al loro ruolo nelle cerimonie familiari. La leggenda narra che, durante i matrimoni, i griot arrivavano e improvvisavano una canzone per la giovane coppia, andando poi in giro per il quartiere per coinvolgere la gente. In un tempo in cui la musica non poteva essere registrata, erano quindi loro a permettere che le strofe fossero ripetute e ricordate negli anni. Girovagavano per tutto il Senegal.

    Il ritmo della Casamance

    Lo strumento di Dialy, dicevamo, è la kora, strumento nato in Casamance, una regione nel sud del Senegal, e diffusosi poi anche in Guinea, Gambia, Mali e Costa d’Avorio, Koracomposto da una mezza zucca a fiasco essiccata e svuotata (in francese calebasse), pelle di mucca, varie decorazioni in legno e ventuno corde fatte di fili da pesca, che hanno sostituito le corde in cuoio usate un tempo. Tra i maggiori esperti di kora a livello mondiale c’è il maliano Toumani Diabaté. Per un attimo Dialy si domanda chi sia il miglior suonatore di kora che abbia mai sentito arrivando alla conclusione che non può esistere un artista migliore di Dio.

    Vivere di musica

    Può la musica essere un mestiere vero e proprio? C’è stata infatti un’epoca in cui erano solo le famiglie griot ad essere convenzionalmente autorizzate a suonare. Oggi invece si può apprendere la musica anche facendo corsi ed il governo sta incoraggiando tutto ciò. Si sta creando quindi una vera e propria industria. Fondamentale è stato il ruolo del turismo. Nella Petite Côte, zona a sud di Dakar, si sono diffuse nel tempo molti resort appannaggio di un turismo inizialmente di matrice francese. Grazie a questo proliferare di strutture ricettive il mestiere del musicista trova ora il suo naturale sbocco nelle serate organizzate nei tanti hotel e locali presenti sulla costa. Carlos inizialmente lavorava come carpentiere, poi ha capito l’opportunità che la musica poteva offrirgli. Ha visto i primi guadagni frequentando gli amici griot che suonavano batterie sabar e piano piano ha cominciato a partecipare alle serate organizzate negli hotel intrattenendo gli ospiti con la sua musica. Il sabar attualmente permette concreti sbocchi lavorativi, spiega Carlos. Lo strumento infatti si impara con rapidità e coinvolge facilmente la gente, creando legami grazie alla sua immediatezza. Lo stesso Dialy ha aumentato di molto il suo giro d’affari attraverso il turismo. Lui è consapevole di come oggi ci siano molti più musicisti, ma questo non lo ritiene un problema per i griot. Infatti loro stessi possono così avere più sbocchi lavorativi, insegnando musica ai giovani che vogliono imparare a suonare uno strumento pur non essendo cantastorie per tradizione familiare. Il padre di Dialy suonava già negli alberghi e lui l’ha sostituito negli anni. D’altronde si guadagna molto di più grazie ai turisti che suonando nelle cerimonie tradizionali.

    (Gerardo Russo)

    Condividi
    5 Giugno 2020 0 commentI
    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Senegal, si torna a volare

    di AFRICA 5 Giugno 2020
    5 Giugno 2020

    Il Senegal è pronto a ripartire. Nonostante l’emergenza sanitaria del Paese non possa ancora dirsi archiviata (ad oggi i casi di coronavirus confermati sono 4021, per lo più concentrati nell’area …

    2 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Cosa si nasconde dietro il business del palissandro

    di AFRICA 4 Giugno 2020
    4 Giugno 2020

    Un nuovo rapporto dell’Agenzia di indagine ambientale con sede negli Stati Uniti ha rivelato che le autorità gambiane hanno sistematicamente violato il divieto di esportazione del palissandro. Nel rapporto, intitolato …

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSSOCIETÀ

    Fotografia | Il Senegal visto dal Senegal

    di Stefania Ragusa 4 Giugno 2020
    4 Giugno 2020

    Sunu Nataal in wolof vuol dire “il nostro sguardo” ed è il nome scelto da un collettivo di fotografi impegnati a raccontare il proprio paese

    4 FacebookTwitterPinterestEmail
  • VIAGGI

    Senegal, destinazione Casamance

    di Valentina Milani 23 Maggio 2020
    23 Maggio 2020

    Per quando si potrà tornare a viaggiare è bene sapere che nel sud del Senegal si trova un luogo davvero interessante. Stretta tra Gambia e Guinea-Bissau, la regione della Casamance …

    5 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSSOCIETÀ

    Senegal | Una serie tv contro il Covid-19

    di Stefania Ragusa 23 Maggio 2020
    23 Maggio 2020

    Si intitola “Le Virus”. In pochi minuti, con semplicità e appeal, affronta questioni pratiche e complesse, dai sintomi della malattia ai rischi dello stigma

    2 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SAPORI

    Caffè Touba, delizia senegalese

    di AFRICA 21 Maggio 2020
    21 Maggio 2020

    Nel cibo e nelle bevande si nascondono sempre gusti e sapori, ma anche valori e consuetudini. In molti casi, il mangiare e il bere sono al centro di veri e …

    4 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Senegal | Boom degli acquisti online

    di AFRICA 18 Maggio 2020
    18 Maggio 2020

    Da quando il coronavirus ha raggiunto il Senegal, un numero crescente di residenti nella capitale ha iniziato a ordinare generi alimentari online, fornendo un positivo impulso a un servizio di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Senegal | Luoghi di culto (quasi) tutti chiusi

    di Stefania Ragusa 15 Maggio 2020
    15 Maggio 2020

    I capi religiosi scelgono la via della prudenza. Fa eccezione Touba, ma il califfo dei mourid si impegna a vigilare sul rispetto delle misure di sicurezza.

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Senegal | Il “coronavirage” di Macky Sall

    di Stefania Ragusa 13 Maggio 2020
    13 Maggio 2020

    «Dobbiamo imparare a vivere con il virus». La svolta a sorpresa del Presidente. Una resa di fronte al potere delle confraternite o una scelta coerente?

    1 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Senegal, paura contagi nella città santa

    di Marco Trovato 11 Maggio 2020
    11 Maggio 2020

    La città santa del Senegal, Touba, sta lottando contro una seconda ondata di infezioni di Covid-19, spazzando via la speranza che le azioni immediata delle autorità fossero riuscite a debellare …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Senegal | Sanificazione contro il Coronavirus

    di Valentina Milani 7 Maggio 2020
    7 Maggio 2020

    Addetti del Comune di Dakar, capitale del Senegal, rimuovono una bancarella da un mercato informale per disinfettare le strade e contrastare gli assembramenti. – Foto di John Wessels Tutti i …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • SAPORI

    Il “fonde”, la colazione del villaggio

    di AFRICA 7 Maggio 2020
    7 Maggio 2020

    Iniziamo questo nuovo viaggio di Sapori d’Africa con una colazione tradizionale: andiamo oggi nel Senegal meridionale, nella bella e lussureggiante Casamance. Questa regione è abitata prevalentemente dalla popolazione joola (o …

    6 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Senegal | La disinfestazione dei supermercati

    di Stefania Ragusa 7 Maggio 2020
    7 Maggio 2020

    Ogni lunedì stop alle vendite per consentire la sanificazione dei locali. Nei mercati tradizionali la vendita degli alimentari solo tre giorni a settimana.

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Dakar, pane a domicilio per evitare assembramenti

    di AFRICA 4 Maggio 2020
    4 Maggio 2020

    I residenti della capitale senegalese Dakar stanno ricevendo il pane a casa durante il mese sacro del Ramadan senza pagare alcun costo di consegna. Il progetto “Jaayma Mburu”, che letteralmente …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 45
  • 46
  • 47
  • 48
  • 49
  • …
  • 72

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • A Messina il Mediterraneo si racconta: dal 1° al 3 ottobre torna Matabbìa

    26 Settembre 2026
  • A un anno dalla scomparsa, la Tunisia ricorda Claudia Cardinale

    26 Settembre 2026
  • A New York prove di diplomazia per il Sudan

    26 Settembre 2026
  • Le donne del cacao africano protagoniste durante Terra Madre a Torino

    26 Settembre 2026
  • Una maschera di bellezza

    25 Settembre 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 26/09/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl