L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha annunciato che il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa via mare è salito a 154.609 dall’inizio dell’anno e che un totale di 2.965 persone hanno perso la vita in mare mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. L’agenzia dell’Onu per le migrazioni sottolinea che la settimana scorsa in soli 4 giorni oltre 2.560 migranti sono stati salvati, 34 corpi recuperati con un numero di dispersi di circa 50. Tra le vittime quelle che si crede essere 26 donne nigeriane. I dati di questi ultimi giorni rappresentano un’inversione di tendenza, almeno momentanea, rispetto agli arrivi registrati negli ultimi mesi dalla Libia e “in questo momento è più difficile che mai prevedere come andranno i flussi”, ha osservato Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’Oim per il Mediterraneo citato in una nota pubblicata a Ginevra. Il momento più drammatico degli ultimi giorni risale a domenica mattina a Salerno, dove la nave della Marina militare spagnola Cantabria ha portato a terra i cadaveri di 26 donne, insieme a 402 migranti soccorsi in 4 diversi operazioni. Il prefetto di Salerno ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze delle morti. I cadaveri sono stati recuperati in due distinte operazioni, il 3 novembre la Cantabria ha infatti prestato soccorso a un gommone ormai affondato, traendo in salvo 64 persone e recuperando i corpi di 23 ragazze nigeriane. L’ipotesi è che a bordo ci fossero circa 140 persone. Nel corso di un’altra operazione i cadaveri di 3 donne sarebbero stati trovati dalla nave “Bergamini” della marina militare Italiana a bordo di un gommone con a bordo 139 migranti, poi trasbordati sulla Cantabria. Qualche giorno prima altri 8 corpi erano stati trovati dalla Guardia Costiera italiana a bordo di un gommone con 150 persone a bordo. “Questa tragedia colpisce un gruppo di persone particolarmente vulnerabili. E’ molto probabile che queste ragazze fossero vittime di tratta per sfruttamento sessuale”, ha commentato Federico Soda. Un recente rapporto dell’Oim ha infatti confermato come l’80% delle ragazze nigeriane che arrivano via mare in Italia sia composta da potenziali vittime di tratta. Il numero di donne nigeriane che giungono in Italia è in crescita ed è passato dalle 1.500 del 2014 ad oltre 11.000 del 2016. Le donne sono sempre più giovani, spesso anche minorenni. Soda ha osservato che “ci stiamo anche avvicinando a un periodo dell’anno in cui le condizioni meteorologiche sono meno prevedibili e il mare è più pericoloso” ed è in inverno che si sono registrate più vittime. Quest’anno, questo periodo coincide anche con una minore presenza di navi di soccorso nel Mediterraneo, dopo che molte Ong hanno sospeso le loro operazioni”, ha aggiunto. (09/11/2017 Fonte: AnsaMed)
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