Summit a Sochi, la Russia innamorata dell’Africa

di Enrico Casale
Russia-Africa

Il presidente russo Vladimir Putin ospiterà il primo vertice Russia-Africa che si terrà il 23 e il 24 ottobre a Sochi. Lo slogan dell’incontro è «Per la pace, la sicurezza e lo sviluppo» ed è prevista la partecipazione di almeno 47 Stati africani e molti leader tra i quali il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi (che presiederà insieme a Putin). Questo summit fa parte degli sforzi di Mosca per affermarsi come un attore globale dominante nel continente.

Lo stesso presidente Putin afferma che migliorare i rapporti e le relazioni commerciali con l’Africa è una delle sue priorità di politica estera. Il presidente russo però ha definito la sua come «un’agenda positiva» che si contrappone ai «giochi geopolitici» di altri. In particolare, ha accusato i Paesi occidentali di fare «pressioni» e usare le armi dell’«intimidazione e del ricatto» per guadagnare influenza e sfruttare ancora una volta le ex colonie. Al contrario, ha affermato Putin, la Russia non è interessata a depredare la ricchezza dell’Africa, ma a lavorare a favore di una cooperazione «civilizzata».

I forti legami che un tempo legavano l’Unione Sovietica e l’Africa sono stati in gran parte recisi dopo il crollo dell’Urss. Ma, in questi ultimi anni, il ruolo di Mosca è cresciuto costantemente. Oltre ad aumentare il coinvolgimento in progetti minerari ed energetici, ha firmato accordi di cooperazione in materia di sicurezza con 24 Paesi africani – e fornisce armi, hardware militare e addestramento (già ora è il primo fornitore di armamenti controllando il 35% del mercato locale davanti a Cina, Stati Uniti e Paesi europei). Nel continente operano anche mercenari al soldo di Mosca che hanno condotto campagne segrete per conto della Russia (in cambio di concessioni minerarie). Recentemente, Mosca ha sottoscritto un accordo con Asmara per costruire un porto commerciale e militare in Eritrea (Assab o Massaua?).

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