Potrebbero state tensioni interne ad aver portato all’omicidio di monsignor Osorio Citora Afonso, mozambicano, missionario della Consolata e vescovo di Quelimane, ucciso a colpi d’arma da fuoco nel vescovado nel fine settimana. Secondo voci missionarie raccolte da Africa rivalità e interessi non leciti avrebbero portato a un conflitto interno durissimo. «Sono voci che circolano in Mozambico e sono tutte da verificare – spiegano alcuni missionari -. Se risultassero vere però sarebbe un sisma violento per la Chiesa nel Paese e, in particolar modo, per la diocesi di Quelimane».
Nel frattempo, il governo mozambicano ha dispiegato una squadra specializzata di investigatori per rafforzare le indagini sull’uccisione del monsignoere. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, degli Affari Costituzionali e Religiosi, Mateus Saize, giunto a Quelimane per esprimere le condoglianze del governo alla Chiesa cattolica, ai familiari del prelato e ai fedeli. L’esecutivo ha mobilitato esperti in investigazione criminale a sostegno del Servizio nazionale di investigazione criminale (Sernic) provinciale, con l’obiettivo di accelerare l’accertamento delle responsabilità. «La prima misura adottata è stata l’invio di una squadra di specialisti per rafforzare i colleghi sul terreno con maggiori capacità tecniche e investigative», ha dichiarato il ministro.
L’omicidio del vescovo ha suscitato forte emozione in Mozambico e nella comunità cattolica internazionale, mentre le indagini sono tuttora in corso.



