Il Sudafrica blocca il rimpatrio dell’ex presidente zambiano Lungu: sulla sepoltura deciderà la famiglia

di Tommaso Meo
Edgar Lungu

La Corte suprema d’appello del Sudafrica ha annullato una sentenza emessa nel 2025 dall’Alta Corte del Gauteng che autorizzava il governo dello Zambia a rimpatriare e seppellire con onori di Stato l’ex presidente zambiano Edgar Lungu.

Nella sua decisione di ieri, la Corte ha accolto il ricorso presentato dai familiari dell’ex capo dello Stato, stabilendo che il governo zambiano non ha fornito una base giuridica sufficiente per prevalere sulla volontà della famiglia riguardo alle modalità della sepoltura.

Secondo i media locali la decisione si fonda sui principi costituzionali sudafricani relativi alla tutela della dignità, della privacy e dell’autonomia familiare, oltre che sul riconoscimento, nel diritto consuetudinario, dei diritti dei parenti più prossimi nelle questioni funerarie. Per la Corte, spetta quindi alla famiglia decidere come e dove seppellire l’ex presidente. È stata inoltre accolta la tesi della famiglia secondo cui Lungu aveva più volte espresso il desiderio che il presidente zambiano Hakainde Hichilema e il governo non avessero alcun ruolo nelle sue esequie.

Lungu è morto il 5 giugno 2025 in Sudafrica, dove era ricoverato per un tumore terminale all’esofago.

Dopo la sentenza, il procuratore generale dello Zambia, Mulilo Kabesha, ha dichiarato che il governo non presenterà ricorso davanti alla Corte costituzionale sudafricana. Pur esprimendo disaccordo con il verdetto, Kabesha ha affermato che la questione dovrà ora essere gestita privatamente dalla famiglia, che intende procedere alla sepoltura in Sudafrica.

Secondo il procuratore generale, l’obiettivo del governo durante il lungo contenzioso era quello di rendere omaggio a Lungu secondo il precedente riservato agli ex presidenti del Paese, con una sepoltura presso Embassy Park e il conferimento degli onori militari completi.

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