Sud Sudan: passi avanti presso Sant’Egidio, ruolo militare per l’Italia

di Celine Camoin
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Un passo importante per la pace in Sud Sudan è stato compiuto a Roma con la mediazione della comunità di Sant’Egidio. Nella capitale si sono incontrate le delegazioni militari dell’opposizione armata (Ssoma) non firmataria dell’accordo di pace del settembre 2018 e del governo di unità nazionale della Repubblica del Sud Sudan

«Dopo ampie discussioni, il Ssoma ha deciso di aderire al meccanismo militare internazionale dal 1° gennaio 2021. Ciò permetterà al Ssoma di avere i propri rappresentanti nella direzione e nelle varie strutture a livello regionale e locale del Ceasefire and Transitional Security Arrangements, Monitoring and Verification Mechanism (Ctsamvm)», ha spiegato il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo, al termine del secondo round di negoziati per la pace, si sono incontrate dal 9 al 13 novembre. Il traguardo è uno sviluppo significativo per garantire la fine delle violenze, la protezione della popolazione civile, il libero accesso per le organizzazioni umanitarie e il proseguimento del dialogo politico fra le parti in Sud Sudan.

Secondo il comunicato di Sant’Egidio, a partire dal 1° gennaio saranno selezionati, addestrati e dispiegati gli ufficiali militari del Ssoma nelle varie strutture del meccanismo di monitoraggio dove già siedono i rappresentanti del governo, secondo un cronogramma stabilito dalla organizzazione regionale del Corno d’Africa (Igad). Da quel momento i militari delle due parti lavoreranno insieme.

In questo, l’Italia avrà un ruolo: l’esercito italiano aiuterà nelle procedure di addestramento e consulenza. Nel corso dei colloqui è intervenuto l’ammiraglio Gianfranco Annunziata, a nome del ministero della Difesa italiano.

A settembre del 2018 il partito del presidente Salva Kiir Mayardit (Splm) e i partiti di opposizione fra i quali Splm/Io di Riek Machar, la South Sudan Opposition Alliance (Ssoa), i Former Deteinees (Fds) e Other Political Parties (Opp) hanno firmato l’Accordo per la cessazione del conflitto in Sud Sudan (R-Arcss). Altri partiti come il National Salvation Front (Nas) di Thomas Cirillo ed esponenti di diversi gruppi non hanno voluto firmare l’accordo non condividendo le fondamenta politiche dello stesso.

Condividi

Altre letture correlate: