Reazioni del popolo alla morte di Mugabe

di Marco Simoncelli

Le immagini mostrano le testimonianze di alcuni cittadini di Harare e i sentimenti che ha suscitato in loro la notizia della morte l’ex presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, avvenuta due giorni fa a Singapore. Leader rivoluzionario del paese, è deceduto a 95 dopo aver governato ininterrottamente per 37 anni.

“Robert Mugabe lascia un’eredità molto controversa. Questo è un uomo che ha guidato il paese per trentasette anni, durante i quali c’è stata una cattiva gestione economica, corruzione e la repressione politica dei diritti umani. Ha portato lo Zimbabwe all’isolamento, ma al allo stesso tempo è stato anche un uomo spodestato da un colpo di stato “, spiega la prima testimonianza raccolta ad Harare.

Altri residenti hanno espresso il loro dolore per la morte di Mugabe e lo hanno elogiato come leader. “In quanto donne sotto di lui ci è stato dato il potere di andare a lavorare. Sono riuscita a prendermi cura della mia famiglia dopo la morte di mio marito nel 1992. Come vedova, riuscivo comunque a crescere i miei figli mentre lavoravo, ero in grado di vendere merci. Sono affranta dalla sua morte”, ha affermato un’altra donna.

“L’economia del nostro paese era buona quando Mugabe era ancora al potere. In questo momento, le cose sono molto peggio e c’è incertezza economica. Non so nemmeno come esprimere il mio dolore per la perdita del nostro presidente Mugabe”, ha aggiunto un altro cittadino.

Voci che mettono in risalto ancora una volta la controversa opinione che si ha di questo anziano leader che è stato al centro della scena politica del continente per molti anni.  Emerge una stridente diversità di vedute e di giudizi sul personaggio: “Eroe” o “brutale dittatore”, “padre della patria” o “tiranno”, “politico eccezionale” o “pazzo corrotto”, “statista” o “despota diabolico”, “combattente per la libertà” o “archetipo del dittatore africano”?

Nel 1964 venne arrestato e condannato a dieci anni di carcere a causa delle sue posizioni in favore della lotta armata per ottenere l’indipendenza del Paese. Dopo essere stato liberato, nel 1976 si rifugiò in Mozambico, dove assunse anche la guida dell’ala paramilitare della Zanu. Nel 1976 Zanu e Zapu si unirono e costituirono il Fronte patriottico (Pf).

Dopo anni di lotta armata, nel 1979 iniziarono i negoziati tra il Pf e i leader della Rhodesia del Sud, che portarono nel 1980 all’indipendenza del Paese, che venne rinominato Zimbabwe. Mugabe divenne primo ministro, mentre il primo presidente fu Canaan Banana. Nel 1987 venne abolita la figura del primo ministro e Mugabe divenne presidente, carica che mantenne fino al 2017.

Gli anni della sua lunga presidenza furono molto controversi e Mugabe fu accusato di repressione del dissenso, corruzione, persecuzione delle minoranze etniche, appropriazione personale degli aiuti internazionali e violazioni dei diritti umani. Controversa fu la sua riforma agraria che, espropriando le terre ai farmer bianchi, mise in ginocchio l’economia nazionale.

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