Oggi verrà annunciata nuova “autorità civile” sudanese

di Marco Simoncelli
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L’Associazione dei professionisti sudanesi (Spa), promotrice delle proteste che lo scorso 11 aprile hanno portato alla caduta del presidente Omar al-Bashir, ieri ha dichiarato che oggi verrà annunciata la nuova “autorità civile” che sarà incaricata di guidare il Paese, in contrapposizione al Consiglio militare transitorio (Tmc) che ha preso il potere dopo la destituzione di Bashir.

«Domenica ci sarà una conferenza stampa in cui saranno annunciati i nomi di un Consiglio civile», ha dichiarato ieri la Spa in un comunicato, invitando i suoi sostenitori e i giornalisti a recarsi a partecipare alla conferenza stampa che si terrà nel quartier generale dell’esercito, dove da venerdì migliaia di dimostranti sono tornati a radunarsi per chiedere la formazione di un governo civile.

Lunedì scorso l’Unione Africana ha imposto un ultimatum alle autorità militari del Sudan perché trasferiscano rapidamente il potere a un governo civile entro 15 giorni, pena la sospensione dall’organismo regionale. Nel comunicato dopo una riunione straordinaria del Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Ua, quest’ultimo ha condannato «fermamente» la presa del potere da parte dell’esercito in Sudan e ha chiesto che «i militari sudanesi si facciano da parte e consegnino il potere a un’autorità politica transitoria a guida civile, secondo la volontà popolare e l’ordine costituzionale».

Anche il governo degli Stati Uniti ha rinnovato il suo appello alle autorità di transizione del Sudan perché accelerino il trasferimento di potere a un governo civile. «La volontà del popolo sudanese è chiara: è ora di andare verso un governo di transizione inclusivo e rispettoso dei diritti umani e dello stato di diritto», ha dichiarato in un comunicato il portavoce del dipartimento di Stato, Morgan Ortagus, precisando che al momento il Sudan rimane nella lista Usa dei Paesi finanziatori del terrorismo.

Nel frattempo ieri la Reuters ha rivelato che un’ingente quantità di denaro,  pari a circa 115 milioni di euro, è stata trovata nella casa del presidente deposto al-Bashir, che ora sarebbe indagato per riciclaggio. Una fonte del potere giudiziario sudanese ha riferito all’agenzia di stampa che valigie piene di oltre 351mila dollari, 6 milioni di euro e cinque miliardi di sterline sudanesi sono state rinvenute nella sua abitazione. E sarebbe stata la stessa fonte a confermare che Bashir è sotto inchiesta, aggiungendo che i magistrati avrebbero interrogato l’ex presidente. Il denaro, che secondo Radio Dabanga è stato mostrato ai giornalisti, era stato stipato in sacchi per il grano da cinquanta chili.

Da ricordare che qualche giorno fa al-Bashir è stato spostato nella prigione di Kobar della capitale Khartoum e che il Consiglio militare di transizione in Sudan ha arrestato due suoi fratelli. Secondo i media, queste catture fanno parte dell’ondata di arresti contro i «simboli del precedente regime». Lo stesso portavoce del Consiglio militare di transizione ha aggiunto che le milizie irregolari collegate al Partito del congresso nazionale (Ncp) di Bashir sono state sottoposte al controllo dell’esercito e della polizia.

Nel frattempo il presidente sud-sudanese Salva Kiir si è offerto di contribuire a mediare nella transizione politica in atto in Sudan dopo la deposizione di Bashir. Lo ha reso noto in un comunicato l’ufficio della presidenza di Juba, secondo cui Kiir si è detto pronto a sostenere le «aspirazioni democratiche» di Khartoum e a contribuire a realizzare una transizione pacifica nel Paese. «Il presidente si è offerto di mediare i negoziati in corso tra i vari gruppi in Sudan con la speranza che la nuova transizione inaugurerà una nuova era in Sudan», si legge nella dichiarazione.

Nei giorni scorsi il governo dell’Uganda ha avanzato la possibilità di concedere asilo a Bashir. Va ricordato che Bashir è stato incriminato circa dieci anni fa dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi nel conflitto del Darfur, scoppiato nel 2003, che ha provocato 300mila vittime. Ora Bashir potrebbe rischiare l’estradizione e il processo.

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