A Modena inizia il Festival della Migrazione

di Stefania Ragusa

La quarta edizione, a Modena dal 28 al 30 novembre. Tra le novità l’anteprima nazionale del rapporto sul diritto d’asilo. Tra gli ospiti, Tahar Ben Jelloun 

Il Festival della Migrazione – nato come momento di studio, tutela e promozione del diritto al viaggio – è una voce consapevole espressa dalla società civile sui fenomeni migratori. L’idea di fondo è stata quella di contribuire al dibattito pubblico sul tema, in modo da non lasciare la discussione solo a forze sociali e politiche che hanno per loro natura legittimi obiettivi specifici (o di parte) non direttamente collegati alla realtà profonda del fenomeno. Quello delle migrazioni è infatti un argomento che suscita reazioni che non sempre provengono dall’umana solidarietà che fa parte dei valori nei quali i fondatori del Festival si sono identificati, quella pietas che declina il senso civico della cittadinanza in forme nuove di fraternità.

Numeri, volti, proposte: è il titolo della quarta edizione del Festival della Migrazione in programma a Modena da giovedì 28 a sabato 30 novembre. Come negli anni scorsi, nei tre giorni del Festival si susseguiranno incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, libri. Torna, dopo il successo 2018, il “pranzo dei popoli”, mentre venerdì 29 tutta la giornata sarà dedicata alla presentazione, in anteprima nazionale, del Rapporto Il Diritto d’Asilo 2019. Non si tratta solo di Migranti. L’Italia che resiste, l’Italia che accoglie” della Fondazione Migrantes. 

Tahar Ben Jelloun

Tahar Ben Jelloun

Tra gli ospiti non mancheranno nomi prestigiosi: lo scrittore Tahar Ben Jelloun giovedì 28, ma anche il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le Migrazioni, il vescovo mons. Guerino Di Tora, il vescovo di Modena-Nonantola e l’arcivescovo di Ferrara- Comacchio – mons. Erio Castellucci e mons. Giancarlo Perego – e giornalisti testimoni del fenomeno migratorio come Brahim Maarad, Valentina Furlanetto e Nello Scavo, gli esperti Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio, imprenditori stranieri come Kapche Pango Lyle Ruben. Il Festival della Migrazione sarà aperto da un videomessaggio del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che non potendo partecipare direttamente ha voluto comunque farsi presente all’iniziativa. 

Don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, spiega: «La sfida delle migrazioni oggi non riguarda tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni diverse sappiano comporsi in una realtà più ricca. Per troppo tempo forse abbiamo pensato che era sufficiente salvare chi annegava. Invece questo è solo il primo passo. La vera sfida è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni – conclude il direttore di Migrantes – non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente». 

 Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, associazione promotrice insieme a Fondazione Migrantes, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, fa eco alle sue parole: «Il Festival della Migrazione cresce e vuole diventare grande con un’idea molto definita: quella di superare la fase emergenziale e puntare sull’inclusione delle persone che hanno trovato accoglienza e prospettive nel nostro Paese. Per questo nella quarta edizione ci concentriamo su “Numeri, volti, proposte”: i numeri, perché è sempre importante partire da una base condivisa e oggettiva, allontanando le fake news; i volti, perché è solo dalla conoscenza che passa l’interazione tra le persone; le proposte, perché è importante far cogliere anche al mondo della politica la voce di chi si impegna in prima persona». 

Il Festival della Migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore,IntegriaMo, con il patrocinio dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena, e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione UnipolisBper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0.  

Sono ben 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni. 

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