Niger, asini decimati. Economia in ginocchio

di Enrico Casale
asino in niger
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Una moria di asini sta mettendo in ginocchio l’economia del Nord del Niger. Dal dicembre 2018, più di quattromila asini sono morti a causa di una malattia batterica contagiosa. Finora non è stata trovata alcuna soluzione concreta per sradicare questa grave patologia.

Gli agricoltori sono profondamente colpiti da questa situazione, come spiega Brahima Dodo, segretario esecutivo di Aren, Associazione per la rivitalizzazione del bestiame in Niger. «Gli asini malati sono migliaia e si teme che possano morire tutti – spiega -. È un’ecatombe. È qualcosa che non abbiamo mai visto, in ogni caso muoiono in brevissimo tempo».

Aderbissinat e Ingall sono le aree più colpite. Questa zoonosi è una malattia infettiva che può essere fatale per cavalli e asini. È altamente contagiosa ed è causata dal batterio Streptococcus equi subspecies equi. L’animale ha febbre, perde l’appetito, ha secrezioni nasali e talvolta ascessi.

L’asino occupa un posto strategico nelle società pastorali. «Con la transumanza e il nomadismo – spiegano i contadini -, le malattie si diffondono molto rapidamente. La paura che abbiamo è si possano infettare anche gli uomini. Ma l’impatto sociale ed economico è enorme. È con l’asino che facciamo i trasporti, è con l’asino che attingiamo l’acqua, quando facciamo ci muoviamo… Senza l’asino non possiamo fare nulla nell’ambiente pastorale».

In Niger, uno degli stati più poveri del mondo, ci sarebbero oltre 1,5 milioni di asini, secondo le statistiche ufficiali. La specie era già stata messa in pericolo da massicce esportazioni di animali nella vicina Nigeria. La pelle e la carne dell’asino sono molto popolari in Cina in particolare. Nel 2016, Niamey ha vietato tutte le esportazioni e il massacro degli asini per proteggerli.

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