Mohamed Abdullah Farmajo è il nuovo capo di Stato somalo

di Enrico Casale
Mohamed Abdullah detto Farmajo

L’ex Premier Mohamed Abdullah detto Farmajo è stato eletto nuovo Presidente della Somalia dai 328 membri del Parlamento. Farmajo è stato proclamato capo dello Stato dopo che il Presidente uscente, Hassan Sheikh, ha abbandonato la corsa al terzo round del processo di voto. Hassan Sheikh Mohamud ha però ammesso la sconfitta e ha accolto con favore l’elezione di Mohamed Abdullahi alla presidenza, dove rimarrà per i prossimi quattro anni.

Mohamed Abdullah detto Farmajo

Un manifesto che inneggia il neo Presidente Mohamed Abdullah detto Farmajo

All’annuncio della vittoria di Farmajo, a Mogadiscio è scoppiata una festa. Migliaia di persone sono scese per le strade e hanno iniziato a sparare in aria. Molti i feriti, tra i quali un soldato italiano di stanza nella capitale.

Le elezioni si sono tenute nel compound dell’aeroporto dove ingenti misure di sicurezza hanno protetto i parlamentari da possibili attacchi di al Shabaab. I miliziani jihadisti si oppongono alle istituzioni somale riconosciute dalla comunità internazionale. Sono frequenti gli attacchi a uffici pubblici e sedi istituzionali con uno stillicidio di morti sia tra i politici somali sia tra le forze dell’Amisom, la missione dell’Unione africana in Somalia che sostiene l’esecutivo.

Considerata l’instabilità della Somalia, le elezioni non si sono tenute con un voto universale, ma con sistema di grandi elettori nominati che rappresentano la struttura clanica del Paese. Secondo Marqaati, un’associazione somala che monitora il malaffare, il voto è stato uno dei più corrotti della storia con un giro di mazzette di circa 20 milioni di dollari. Da qualche migliaia di dollari per comprare il voto di delegati di basso rango al milione e mezzo di dollari per assicurarsi la scheda di un parlamentare, più decisivo nella conta finale. Gli illeciti sono stati confermati anche da Nur Jimale Farah, revisore contabile dello Stato.

Elettrice somala

Elettrice somala

Il nuovo Presidente, che ha anche la cittadinanza statunitense, è stato Premier otto mesi tra il 2009 e il 2010. In quel breve periodo però si è guadagnato l’apprezzamento della gente comune e l’aperto sostegno delle forze armate.

Farmajo si trova a dover gestire enormi sfide nei prossimi anni, iniziando dal problema dei rifugiati: almeno un milione quelli interni ai quali si aggiungono le centinaia di migliaia presenti nel campo di Dadaab in Kenya che Nairobi ha annunciato chiuderà entro la fine dell’anno. Negli ultimi giorni si è poi aggiunto il Muslim Ban varato da Donald Trummp che vieta proprio ai somali di cercare asilo politico negli Stati Uniti, dove vive la più grande diaspora con 146mila persone. A questo va aggiunta la grande partita geopolitica che si sta giocando nel Paese, trasformatosi in nuova frontiera di scontro delle varie correnti musulmane: la Turchia di Erdogan da una parte ed i sauditi dall’altra. E, ovviamente, la continua minaccia delle milizie al Shabaab.

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