Migranti africani, destinazione Usa

di Enrico Casale
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Sempre più migranti africani alla frontiera con gli Stati Uniti. Solo nell’ultima settimana, gli agenti delle pattuglie di frontiera degli Stati Uniti in Texas hanno fermato più di 500 persone provenienti da Paesi africani. La Us Customs and Border Patrol (Cbp) afferma che la «drammatica crescita» dei migranti africani si sta trasformando in «una crisi umanitaria».

La maggior parte dei migranti sono rappresentati da famiglie che arrivano da Angola, Camerun e Rd Congo. In una dichiarazione rilasciata alla Bbc, Raul L. Ortiz, il comandante della guardia di frontiera del settore del Rio, ha affermato che le barriere linguistiche e le differenze culturali stanno anche ponendo «oneri aggiuntivi alle pattuglie di confine» che devono accogliere questi migranti.

Una portavoce del governo della città di San Antonio ha dichiarato che «è stato creato un centro per migranti africani» ed è stata avviata una collaborazione con enti di beneficenza locali per fornire alle persone cibo e alloggio». La giornalista locale Jaleesa Irizarry ha twittato che in città c’è «un disperato bisogno di volontari francofoni» e che i centri locali si aspettano altri 300 migranti nei prossimi giorni.

Ma come arrivano negli Stati Uniti? Non è ancora chiaro con esattezza quale percorso seguano. Tuttavia, in una recente intervista alla Npr (rete pubblica statunitense), alcuni migranti africani hanno detto di aver raggiunto il Brasile e poi di essersi diretti a nord e, dopo aver attraverso la Colombia e l’America centrale, essere arrivati al confine tra Stati Uniti e Messico. Un viaggio che richiede diversi mesi.

Secondo il commissario John Sanders, circa 19.000 persone sono detenute nei centri di raccolta. «Quando abbiamo 4000 persone in custodia, parliamo di emergenza – ha detto in una conferenza stampa –. Se ce ne sono 6000, siamo in crisi. Con 19.000 persone in custodia, siamo in una situazione di grandissima difficoltà».

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