Mediterraneo | Missione Ue contro le armi

di Enrico Casale
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C’è un accordo di massima tra tutti i Paesi Ue per l’avvio di una missione che blocchi l’ingresso delle armi in Libia. Nonostante lo scetticismo che circolava prima del Consiglio dei ministri degli Esteri europei, manifestato anche dall’Alto rappresentante per la Politica Estera, Josep Borrell, che aveva predetto una fumata nera nella giornata di ieri, all’uscita dal meeting Luigi Di Maio ha annunciato che «tutti gli Stati Ue sono d’accordo per creare una missione che blocchi l’ingresso delle armi in Libia. Adesso l’Ue si impegna con una missione navale, aerea e con disponibilità anche terrestre, per bloccare l’ingresso delle armi in Libia. Sono molto contento».

«La missione Sophia – ha aggiunto il ministro – non bastava a bloccare l’ingresso delle armi. E non può più esistere. E non esiste più. Questa nuova missione con un nuovo mandato, avanzata qui, darà un contributo navale importante che sarà dislocato sul lato est della costa libica, dove arriva il flusso delle armi. Ottima anche la proposta di bloccare la missione nel caso si dovesse scatenare un pull factor, anche se non accadrà avendo le navi solo a est. Ovviamente per questo serve un nuovo mandato a questa missione».

«Spero che la nuova missione possa essere operativa da fine marzo», ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell, chiarendo che è stato trovato «un accordo politico» e che ora saranno gli ambasciatori, e il Comitato militare Ue, presieduto dal generale Claudio Graziano, a lavorare sui dettagli e sulle regole di ingaggio.

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