In Mali nasce una riserva strategica di carburante

di claudia

Di fronte alle crescenti difficoltà di approvvigionamento e a un contesto di sicurezza sempre più fragile, il Mali istituirà una riserva nazionale di prodotti petroliferi per garantire continuità energetica e contenere l’impatto delle crisi sul Paese.

La decisione giunge in seguito a ricorrenti difficoltà di approvvigionamento, aumento dei prezzi alla pompa e incremento degli attacchi contro i convogli di petroliere. La misura punta quindi a rafforzare la resilienza energetica del Paese, che affronta da mesi continue interruzioni logistiche ed è particolarmente esposto alle fluttuazioni del mercato internazionale. La capacità di stoccaggio pianificata sarà equivalente a 45 giorni di consumo per prodotti come benzina premium, gasolio, Jet A1 e gas butano.

L’iniziativa è stata messa a punto in una situazione di forte dipendenza dalle importazioni: secondo i dati del ministero dell’Economia e delle finanze, le importazioni di prodotti petroliferi hanno raggiunto i 2.665.106 metri cubi nel 2024, rispetto ai 2.621.513 metri cubi del 2023, con un incremento dell’1,66%. L’aumento è ancora più marcato per il gas butano, i cui volumi sono passati da 13.847 tonnellate a 15.838 tonnellate, registrando un incremento del 14,38%.

Negli ultimi mesi, il governo ha già dovuto mobilitare ingenti sussidi per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti: dall’ultimo adeguamento dei prezzi, un litro di benzina super è fissato a 875 franchi Cfa (1,33 euro) e un litro di diesel a 940 franchi Cfa (1,43), rispetto ai 775 franchi e 725 franchi di prima.

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, diversi grandi convogli, composti da 300 a 400 autocisterne, hanno dovuto essere scortati per garantire l’approvvigionamento della capitale Bamako.Il 29 gennaio uno di questi convogli è stato vittima di un attacco nella regione occidentale del Paese con diverse vittime.

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