Mali: insicurezza, l’Onu esprime preoccupazione

di Valentina Milani
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La Missione integrata multidimensionale di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (Minsuma) ha espresso, tramite una nota, la propria preoccupazione per il deterioramento della situazione della sicurezza nella zona dei tre confini tra Mali, Niger e Burkina Faso, in particolare nella regione di Ménaka e alcune località nel cerchio di Ansongo nel nord del Mali.

“La situazione della sicurezza nella cosiddetta zona dei tre confini tra Mali, Niger e Burkina Faso, in particolare nelle località di Tessit, Talataye, Ansongo e nella regione di Ménaka, si è notevolmente deteriorata nelle ultime settimane. Gli attacchi dei gruppi terroristici armati hanno avuto un impatto devastante sulla popolazione civile già in difficoltà, causando decine di morti e un significativo spostamento di persone nelle città di Gao e Ansongo”, si legge nel comunicato.

L’organizzazione delle Nazioni Unite ha quindi condannato con forza le uccisioni e altri atti criminali commessi contro la popolazione civile in queste aree. Secondo la dichiarazione, “squadre della Missione sono state mobilitate anche per valutare meglio l’impatto della violenza sulle comunità nelle zone colpite” ed è stata avviata un’indagine conoscitiva sulle violazioni e gli abusi dei diritti umani.

Dal 4 marzo, violenti scontri sono scoppiati tra la coalizione del Movimento per la salvezza dell’Azawad (Msa) – gruppo di autodifesa Imghad Tuareg e alleati (Gatia) – e un gruppo terroristico affiliato a Daesh nella regione di Ménaka, nel nord del Mali.

Dal 2012, il Mali sta affrontando una crisi di sicurezza alimentata da rivendicazioni separatiste e attacchi terroristici, in particolare nel nord e nel centro del Paese. 

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