Libia | Taglio greggio, perdite per un miliardo

di Enrico Casale
pozzo petrolifero in libia
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Hanno raggiunto quasi il miliardo di dollari le perdite economiche causate dal blocco di terminal petroliferi ed oleodotti imposti in Libia da forze fedeli al generale Khalifa Haftar dal 18 gennaio. È quanto risulta da un bollettino pubblicato su Facebook dalla Compagnia petrolifera nazionale libica (Noc) che «annuncia una riduzione della produzione di greggio a 187.337 barili al giorno» e «perdite risultanti dalla chiusure illegittime di 931.775.672 dollari americani».

Intanto sul terreno continuano gli scontri. È di almeno un morto e due feriti il bilancio del bombardamento con colpi di mortaio sul quartiere di Hadhba al Badri, a sud di Tripoli, da parte delle forze dell’Esercito nazionale libico (Lna), comandato dal generale Khalifa Haftar. Lo riferisce il ministero della Sanità del Governo di accordo nazionale libico (Gna). Gli scontri nella periferia di Tripoli proseguono nonostante la tregua raggiunta tra le parti il 12 gennaio e continuamente violata. Intanto a Ginevra, le Nazioni Unite stanno cercando di portare al tavolo dei negoziati Gna e Lna. In questi giorni si sono tenuti gli incontri della commissione militare formata da cinque funzionari militari di entrambe le parti in conflitto.

Secondo quanto riferito il 4 febbraio dall’inviato Onu, Ghassan Salamé, e rilanciato in Italia da Agenzia Nova, le parti in conflitto in Libia stanno mostrando «una sincera volontà» ad avviare negoziati. I colloqui in corso a Ginevra si svolgono due settimane dopo il vertice internazionale di Berlino, avvenuto il 19 gennaio, organizzato per spingere le parti in conflitto a intraprendere un percorso di negoziazione verso una soluzione politica della crisi e ad applicare pienamente l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite che attualmente viene regolarmente violato

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