Libia | Salamé: «No a missioni straniere»

di Enrico Casale
guerra civile in libia
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Nessuna missione straniera in Libia. A chiederlo è Ghassam Salamé, inviato speciale dell’Onu sulla Libia. In un’intervista al quotidiano tedesco Welt, ha detto: «In Libia non si accettano le truppe straniere. E neppure vedo nella comunità internazionale la disponibilità a mandarne». L’importante, ha aggiunto, è che il cessate-il-fuoco si traduca in una tregua duratura. A questo scopo, secondo Salamé, non servono i caschi blu, ma un piccolo numero di osservatori militari. La Commissione militare 5+5, ha ribadito l’alto funzionario Onu, si incontrerà per la prima volta a metà febbraio.

Dal campo, però, non arrivano buone notizie. Nella parte meridionale di Tripoli sono ripresi i combattimenti. Gli scontri, secondo l’inviato di al-Hadath, tv della catena al-Arabiya, sono avvenuti «nei pressi del cimitero» di al-Hadba. Si tratta di un tentativo di avanzata sulla zona da parte delle milizie del generale Khalifa Haftar contro le forze filo-governative.

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