Dal 24 aprile al 14 giugno 2026, la Black Liquid Art Gallery di Roma ospita After the Fire. Memorie, corpi e conflitti nell’arte africana contemporanea, una mostra collettiva curata da Antonella Pisilli. L’esposizione, inserita nel circuito internazionale Raw for Peace, esplora la guerra non come evento isolato, ma come condizione esistenziale e permanente che attraversa il continente africano.
Attraverso le opere di undici artisti africani e della diaspora, la mostra indaga ciò che resta «dopo il fuoco»: le cicatrici, le ceneri e la resistenza di corpi e culture che rifiutano di essere cancellati.
Un racconto corale
Il percorso espositivo intreccia le visioni di protagonisti che utilizzano l’arte come strumento di indagine e denuncia. L’indagine parte dall’espressionismo di Lovemore Kambutzi, che rielabora il trauma mai sopito dell’apartheid, per passare alla fotografia cruda ed essenziale di Mario Macilau, testimone silenzioso dei bambini soldato in Mozambico. In una continua trasformazione della materia, Gonçalo Mabunda riconverte armi e bossoli della guerra civile in maschere e troni carichi di significato politico, mentre i collage di Godfried Donkor svelano le radici comuni tra la storica tratta degli schiavi e il moderno capitalismo finanziario.

La resistenza si manifesta anche attraverso la rivendicazione culturale: Frédéric Bruly Bouabré propone un alfabeto autonomo per sottrarsi alla dipendenza linguistica coloniale, mentre la spiritualità visionaria di Kwame Akoto eleva il conflitto a una battaglia cosmica tra bene e male. Il fuoco stesso si fa tecnica nelle opere di Gerald Chukwuma e Alex Peter Idoko, che lo utilizzano per incidere la memoria sul legno o sulla superficie pittorica, trasformando la distruzione in linguaggio. La mostra tocca poi la colonizzazione dei consumi con Kawote Ejioye, che riveste le divise militari con loghi del lusso, e l’iperrealismo di John Hopex, che interroga l’irrazionale seduzione del potere. Chiude idealmente il cerchio la ricerca di Owusu Ankomah, i cui simboli Adinkra cercano un’unità universale capace di superare ogni frammentazione.
After the Fire non offre soluzioni politiche, ma restituisce al conflitto la sua dimensione umana e spirituale, aprendo uno spazio di riflessione necessario sulla contemporaneità del continente.
Informazioni utili
- Sede: Black Liquid Art Gallery, Via Piemonte 69, Roma
- Date: Dal 24 aprile al 14 giugno 2026
- Artisti in mostra: Lovemore Kambutzi, Mario Macilau, Gonçalo Mabunda, Godfried Donkor, Frédéric Bruly Bouabré, Kwame Akoto, Gerald Chukwuma, Kawote Ejioye, Alex Peter Idoko, John Hopex, Owusu Ankomah.



