Oltre 90.000 bambini nasceranno quest’anno in Ciad da rifugiati

di Tommaso Meo
rifugiati

Sono 91.840 i bambini che nasceranno quest’anno in Ciad da famiglie di rifugiati a causa di un massiccio afflusso di profughi arrivati nel Paese soprattutto dal Sudan.

L’allarme è stato lanciato dall’ufficio locale del Fondo nazioni unite per la popolazione (Unfpa), che ha evidenziato come dietro questi numeri si celino migliaia di donne costrette a partorire in condizioni di estrema vulnerabilità. Per far fronte all’emergenza, numerosi attori umanitari e sanitari si stanno mobilitando per garantire che ogni nascita avvenga in contesti di sicurezza e dignità, nonostante la complessità della crisi.

Dare la vita non dovrebbe mai essere una condanna, ha dichiarato l’agenzia delle Nazioni Unite, sollecitando un sostegno più robusto per le strutture sanitarie dislocate nelle aree che ospitano i profughi. La situazione nel Paese resta critica e richiede interventi urgenti per potenziare la rete di assistenza medica dedicata alle madri e ai neonati.

Nel frattempo, il Programma alimentare mondiale (Pam) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) hanno segnalato che oltre un milione di rifugiati nello Stato rischiano di non avere più accesso a beni essenziali come cibo, acqua e alloggio, oltre che alla protezione e all’assistenza sanitaria, perché i finanziamenti non sono sufficienti.

Sul tema della sicurezza e della gestione dei flussi, il ministro degli Esteri del Ciad, Abderaman Koulamallah, ha più volte richiamato l’attenzione della comunità internazionale sulla pressione crescente che grava sulle risorse nazionali.

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