Hrw: in Etiopia continuano detenzioni e violenze contro i civili tigrini

di Tommaso Meo
forze speciali amhara

Le autorità e le forze di sicurezza etiopi nella regione contesa del Tigray occidentale sottopongono ancora i civili tigrini a detenzioni arbitrarie e a un sistema discriminatorio che limita libertà di movimento, lavoro e accesso ai servizi. A denunciarlo è Human Rights Watch (Hrw) in un rapporto nel quale viene precisato che, a quasi quattro anni dalla tregua che ha posto fine al conflitto nel nord del Paese tra il 2020 e il 2022, gli abusi proseguono e hanno costretto molti tigrini a fuggire dall’area.

Il rapporto si basa su interviste condotte tra gennaio e febbraio 2026 con 40 persone, tra cui residenti e sfollati recenti, oltre a operatori umanitari, diplomatici ed esperti. Le testimonianze descrivono un sistema di discriminazione istituzionalizzata: molti tigrini vengono privati dei documenti d’identità, requisito indispensabile per accedere a servizi essenziali, conti bancari e terreni.

Senza documenti, i civili risultano esposti ad arresti arbitrari, violenze e abusi. Diversi intervistati riferiscono di controlli frequenti da parte di polizia e milizie, con pestaggi e detenzioni per chi non è in grado di esibire un documento o un permesso di movimento. Gli spostamenti sono infatti severamente limitati e subordinati al rilascio di autorizzazioni temporanee, difficili da ottenere e spesso concesse solo per motivi medici.

Le restrizioni incidono anche sull’accesso al lavoro. Molti tigrini, privati delle proprie terre durante il conflitto, sono costretti a lavorare come manodopera giornaliera in condizioni precarie, spesso senza retribuzione o con salari inferiori rispetto ad altri gruppi. Secondo il rapporto, le terre confiscate sarebbero state riassegnate ad altri residenti o investitori.

L’organizzazione di difesa dei diritti umani sottolinea che queste pratiche si inseriscono in un quadro già documentato di pulizia etnica durante il conflitto, quando centinaia di migliaia di tigrini furono espulsi con la forza. Gli abusi attuali, tra cui detenzioni illegali, trasferimenti forzati e persecuzioni, potrebbero configurare crimini contro l’umanità.

La situazione è aggravata dalle condizioni nei campi per sfollati, dove si registrano carenze di cibo, acqua e assistenza sanitaria, anche a causa della riduzione degli aiuti internazionali. Molti sfollati esprimono timori per un eventuale ritorno, ritenuto non sicuro finché le autorità attuali resteranno in carica.

La disputa sul controllo del Tigray occidentale, rivendicato sia dalla regione Amhara sia dalle autorità tigrine, resta irrisolta e alimenta tensioni politiche e militari. Il governo federale sostiene il ritorno degli sfollati e un futuro referendum sullo status del territorio, ma secondo l’organizzazione non ha adottato misure concrete per fermare gli abusi.

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