Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, è stato costretto ad annullare la sua visita in eSwatini a causa delle forti pressioni esercitate dalla Cina. Lo ha annunciato l’ufficio della presidenza di Taipei, denunciando come «coercizione economica» l’azione diplomatica di Pechino che ha portato Paesi come Seychelles, Mauritius e Madagascar a revocare le autorizzazioni di sorvolo per l’aereo del capo di Stato. Lai Ching-te era atteso a fine mese in eSwatini, l’unico Paese del continente africano a mantenere relazioni ufficiali con l’isola, per celebrare il 40° anniversario dell’ascesa al trono del re Mswati III.
«Le azioni repressive della Cina dimostrano la minaccia che gli Stati autoritari rappresentano per l’ordine internazionale, la pace e la stabilità», ha dichiarato il presidente taiwanese. Il governo di eSwatini ha espresso rammarico per l’annullamento della visita, ribadendo tuttavia che lo status delle storiche relazioni bilaterali tra le due nazioni non subirà variazioni. L’ultima missione taiwanese di alto livello in eSwatini risaliva al 2023, quando l’allora presidente Tsai Ing-wen aveva visitato il piccolo Stato dell’Africa meridionale.
Taiwan conta attualmente rapporti diplomatici formali con solo 12 Paesi nel mondo e ha stretti legami anche con il Somaliland, regione settentrionale della Somalia autodichiaratasi indipendente e attualmente riconosciuta solo da Israele e, appunto, Taipei. Pechino ha intensificato negli ultimi anni la strategia di isolamento dell’isola, che considera territorio cinese, spingendo molti partner storici a rompere i legami con Taiwan. Sebbene i leader taiwanesi abbiano solitamente sorvolato senza difficoltà Stati con cui non intrattengono rapporti ufficiali, il blocco aereo coordinato in Africa segna un inasprimento del confronto diplomatico.
Taiwan ha assicurato che nessuna minaccia potrà intaccare la determinazione del Paese a impegnarsi sulla scena globale, mentre la diplomazia del Madagascar ha giustificato il diniego del sorvolo invocando la sovranità sul proprio spazio aereo e il riconoscimento di un’unica Cina.



