L’influencer anti-occidentale Kemi Seba chiede asilo in Sudafrica

di Tommaso Meo

Il discusso attivista panafricanista Kemi Sema ha chiesto asilo in Sudafrica, Paese in cui è detenuto dalla scorsa settimana.

Il 44enne è comparso ieri davanti a un tribunale di Pretoria insieme al figlio diciottenne e a un cittadino sudafricano fermati con lui. Seba, che aveva superato la durata del suo visto sudafricano di circa due mesi, dovrà rispondere delle accuse di immigrazione illegale. Il caso è stato rinviato al 29 aprile per una richiesta di libertà provvisoria.

Il cittadino beninese, nato in Francia, è anche ricercato in Benin con l’accusa di istigazione alla ribellione per aver sostenuto un colpo di Stato sventato a dicembre contro l’ex presidente Patrice Talon. Secondo i legali dell’attivista, le autorità beninesi non avrebbero ancora fatto richiesta di estradizione.

Seba era in possesso di un passaporto diplomatico rilasciato dalla giunta del Niger, salita al potere con un colpo di Stato nel 2023 e di cui era consigliere. Dopo il suo arresto la presidenza nigerina ha comunicato il suo licenziamento dall’incarico, revocandogli il passaporto.

L’attivista anti-occidentale, il cui vero nome è Stellio Gilles Robert Capo Chichi, ha circa 1,5 milioni di follower sui social media. È un acceso critico dell’influenza politica, economica e militare francese in Africa occidentale e ha assunto negli ultimi anni posizioni fortemente filorusse, presentando Mosca come un contrappeso all’influenza occidentale nel continente.

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