Madagascar, giovani della Gen Z accusati di tentato golpe

di Tommaso Meo

Alcuni giovani della Gen Z – movimento che ha contribuito al recente cambio al potere in Madagascar – sono accusati di coinvolgimento in un tentativo di un colpo di Stato contro l’attuale presidente di transizione Michael Randrianirina.

I primi a essere arrestati sono stati il 12 aprile gli attivisti Herizo Andriamanantena (il leader del gruppo), Miora Rakotomalala, Dina Randrianarisoa and Nomena Ratsihorimanana, due giorni dopo avere partecipato a una proteta per chiedere al governo di fissare una data per le prossime elezioni. A questi fermi provvisori ne sono seguiti altri nei giorni successivi.

Secondo quanto ha dichiarato alla stampa locale la ministra della Giustizia Fanirisoa Ernaivo, i giovani sarebbero stati in contatto diretto con il colonnello Patrick Rakotomamonjy, ora in detenzione provvisoria, con l’obiettivo di preparare un golpe. Le autorità affermano di aver intercettato «prove e conversazioni» sui loro account Telegram e WhatsApp.

La ministra ha assicurato che durante gli interrogatori non sarebbero state esercitate violenze sui sospetti, nonostante un avvocato dei manifestanti abbia dichiarato a un’emittente privata che uno degli indagati risultava ferito. Secondo la versione ufficiale la lesione sarebbe invece dovuta a una caduta in moto durante un inseguimento con le forze dell’ordine prima dell’arresto.

Le indagini proseguono e riguardano anche cittadini stranieri, tra cui un francese. In totale 11 persone sono state detenute provvisoriamente con le accuse di tentato assassinio del presidente Randrianirina e di tentato golpe. A questi loro si aggiunge lo stesso Rakotomamonjy, arrestato il 16 aprile e detenuto nel carcere di Tsiafahy. Gli indagati negano tutte le accuse.

Il presidente Randrianirina è arrivato alla guida del Paese nell’ottobre 2025 in seguito alle proteste della Gen Z. Da allora, le autorità hanno avviato una serie di arresti che hanno coinvolto esponenti politici vicini all’ex presidente Andry Rajoelina, ufficiali militari e, più recentemente, membri del movimento giovanile. Arresti che sono stati criticati da alcune organizzazioni di difesa dei diritti umani.

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