Libia – Onu: «I migranti subiscono orrori inimmaginabili»

di Enrico Casale
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L’Onu denuncia che i migranti e i rifugiati in Libia subiscono «orrori inimmaginabili». In un rapporto, le Nazioni Unite descrivono l’inferno degli abusi subiti da donne, bambini e uomini dal momento in cui entrano nel Paese, durante la loro permanenza e – se vi riescono – mentre tentano di attraversare il Mediterraneo. «La stragrande maggioranza delle donne e delle adolescenti intervistate», si legge nel documento, «ha riferito di essere stata violentata dai trafficanti».

Questo rapporto si aggiunge a quello nel quale l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) il 19 dicembre hanno dichiarato che almeno 6.600 migranti sono morti negli ultimi cinque anni in Africa sulle strade per raggiungere la Libia, attraverso il deserto del Sahara, il Niger e il Sudan.

Il numero è frutto di ricerche, deposizioni e testimonianze oculari riferite da chi questi drammi li ha vissuti. Solo quest’anno le morti registrate nel continente africano dall’Oim sono state 1.386. Ma l’Organizzazione internazionale per le migrazioni sostiene che questi dati sono solo la punta dell’iceberg e il numero dei morti è pesantemente sottostimato. Non avendo accesso a vie legali per migrare chi si mette in cammino lasciando il suo Paese è esposto a rischi indicibili, ai trafficanti di esseri umani, alle violenze.

Le principali cause di morte tra i migranti in Africa, secondo quanto riportato da chi attraversato il continente, risultano essere la fame, la disidratazione, le violenze fisiche, le malattie la mancanza di accesso alle medicine. Tenendo conto che nel 2018 sono stati in totale 3.400 i migranti e i rifugiati che hanno perso la vita, la maggior parte dei quali cercando di raggiungere l’Europa attraversando il mare, Antonio Vitorino, direttore generale dell’Oim ha dichiarato: «Queste cifre ci fanno vergognare».

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