Libertà di stampa, piccoli passi avanti

di Enrico Casale
radio shabelle
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Mentre nel mondo si registrano passi indietro nella tutela della libertà di stampa, in Africa sono emersi piccoli segni di speranza.

Secondo l’Indice della libertà di stampa 2019 elaborato da Reporter senza frontiere (Rsf), il clima mediatico in oltre tre quarti dei 180 Paesi e territori studiati è definito «problematico», «difficile» o «molto grave». A livello globale, solo l’8% delle nazioni prese in esame ha un clima mediatico considerato «buono». Secondo Rsf, 80 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo nel 2018, contro i 65 del 2017. Quarantanove di loro sono stati deliberatamente uccisi a causa dei loro rapporti. Un totale di 348 giornalisti sono stati arrestati.

L’Africa subsahariana, però, fa segnare passi avanti. I due Paesi che hanno registrato i progressi maggiori sono l’Etiopia e il Gambia. L’Etiopia ha scalato 40 posti fino alla 110ªº posizione grazie alle riforme del primo ministro Abiy Ahmed. Il governo di Abiy ha rilasciato migliaia di prigionieri politici tra cui giornalisti e blogger, oltre a far cadere le accuse contro i mezzi di comunicazione basati sulla diaspora. Anche il Gambia è salito di 92 posizioni, con 30 punti in più rispetto allo scorso anno. Rsf attribuisce il salto al cambio di governo, in base al quale il clima dei diritti umani nel Paese è notevolmente migliorato. «Sono stati creati nuovi media, i giornalisti sono tornati dall’esilio autoimposto e l’uso strumentale della diffamazione è stato dichiarato incostituzionale», ha detto il rapporto dell’Rsf del Gambia.

Nonostante questi progressi, la situazione generale in Africa non è ottima. Le democrazie sembrano arrendersi, mentre i governi sempre più autoritari stanno mettendo a tacere i media. «La democrazia è in grave pericolo – ha detto il segretario generale di Rsf,  Christophe Deloire –. Fermare questo ciclo di paura e intimidazione è una questione della massima urgenza».

Tra i Paesi in cui la situazione è peggiore, cinque sono africani: Eritrea (178° posto nella classifica globale, stabilmente negli ultimi posti in Africa); Sudan (175°); Gibuti (173°); Guinea Equatoriale (165°); Somalia (164°).

I Paesi africani più virtuosi sono invece Namibia (23°); Capo Verde (25°); Ghana (27°); Sudafrica (31°).

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