Liberia, dove le mutilazioni genitali sono protette dallo Stato

di Stefania Ragusa
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In Liberia le mutilazioni genitali femminili sono state vietate solo per un anno: nel 2018 l’allora presidente Ellen Johnson Sirleaf aveva firmato una disposizione esecutiva (la n° 92) che bandiva temporaneamente la pratica e solo sulle minori di 18 anni. Nel 2019, George Weah era già presidente, è stata approvata una legge contro la violenza sulle donne. C’era un riferimento alle mutilazioni, ma è stato stralciato prima di arrivare in aula.
Il documentario Le scuole nella foresta, di Emanuela Zuccalà, realizzato in collaborazione con la fotografa Valeria Scrilatti, ci aiuta a capire come tutto ciò sia possibile. Racconta infatti la condizione delle bambine “tagliate” nelle scuole gestite dalla Sande, antica e potente società segreta femminile, e rette da guide spirituali chiamate zoe. Il documentario sarà presentato il 4 febbraio sulla piattaforma openddb.it.

Il trailer del documentario

Zuccalà si è recata in Liberia e dall’esterno ha potuto filmare alcuni momenti di una scuola della Sande. In particolare ha potuto filmare parte di una cerimonia di graduation, una sorta di momento conclusivo della formazione, in un villaggio della contea di Lofa, nella zona occidentale del Paese. «Non abbiamo potuto seguire la cerimonia. Non è possibile farlo se non si fa parte della Sande, ma siamo riuscite a filmare, all’esterno, le bambine e le zoe, le sacerdotesse, mentre si preparavano».
Zuccalà ha intervistato alcune attiviste che hanno voluto restare anonime e la giornalista Mae Azango, che scrive per FrontPage Africa e ha cominciato a occuparsi delle mutilazioni genitali e delle scuole della Sande nel 2012. Raggiunta da numerose minacce, la reporter ha dovuto nascondersi e mandare sua figlia negli Stati Uniti per paura di ritorsioni.
Zuccalà ha intervistato anche un rappresentante del ministero degli Interni, William Jallah, che ha sottolineato come le scuole della Sande siano molto antiche, precedenti l’introduzione dell’istruzione occidentale e abbiano sempre rivestito una funzione importante nella costruzione locale della società. Il governo le riconosce e le considera un’alternativa lecita alle altre scuole.
Nelle scuole della Sande le bambine imparano a cucinare e a prendersi cura dei figli e mariti, ma restano analfabete e vengono sottoposte al taglio del clitoride, come rito di iniziazione per essere accettate dalla società.
Le scuole della foresta rappresentano oggi anche un affare fiorente: «Le famiglie devono pagare all’ingresso e all’uscita delle figlie, spesso si indebitano per mantenerle nella scuola, comprare loro da mangiare e il vestiario», dice Zuccalà. Le bambine accedono anche da piccolissime, ad appena 2-3 anni. Il tempo di permanenza varia anche a seconda di quanto la famiglia può pagare, in genere da un minimo di tre mesi a un massimo di tre anni. I genitori devono pagare soldi e portare cibo per fare accettare le figlie e poi per portarle vie.
Azango ritiene anche che il governo non intervenga per il timore di perdere consenso, perché le scuole sono comunque volute e difese da buona parte della popolazione. «La diffusione delle mutilazioni genitali in Liberia non si può quantificare con esattezza», dice Zuccalà, «perché non è stato fatto un censimento. Ma è probabile, viste le premesse, che riguardino ancora oggi, la maggior parte delle donne».

(Stefania Ragusa. La foto è di Valeria Scrilatti per Contrasto)

ps: il contributo chiesto per seguire la presentazione serve a coprire una piccola parte dei costi sostenut da Zuccalà e Scrilatti per realizzare il loro lavoro.

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