Le autorità e i servizi di sicurezza sudanesi continuano ad accusare alcuni Paesi della regione di interferenze nel conflitto che oppone l’esercito regolare alle forze paramilitari. Secondo le Forze armate sudanesi, l’Etiopia sarebbe coinvolta, per conto degli Emirati Arabi Uniti (Eau), nel trasferimento di armi e munizioni alle Forze di supporto rapido (Rsf). Lo riferisce Radio France Internationale (Rfi).
Le tensioni sono aumentate negli ultimi giorni nell’est del Paese, nello Stato del Nilo Blu, lungo il confine con l’Etiopia, dove l’esercito sudanese si attende nuovi scontri. Secondo fonti militari, citate da Rfi, Khartoum ha dispiegato nella zona la propria unità d’élite, nota come “scudo del Sudan”, schierata a Damazine, di fronte alla regione etiope di Benishangul-Gumuz, nei pressi di Assosa. Il contingente è supportato da forze alleate e da volontari, con l’obiettivo dichiarato di prevenire eventuali incursioni di combattenti addestrati in Etiopia e di interrompere le linee di rifornimento delle Rsf.
Il generale Shams al-Din Kabbashi, vice comandante delle Forze armate sudanesi, si è recato martedì nell’area per valutare il dispositivo militare. Addis Abeba viene accusata di perseguire una strategia di “destabilizzazione dello Stato sudanese”, aprendo nuovi fronti per indebolire l’esercito mentre quest’ultimo registra avanzamenti nel Kordofan, spiega l’emittente francese.
Secondo Khartoum, la regione di confine etiope sarebbe diventata una base logistica da cui vengono raccolte, addestrate e armate forze affiliate a gruppi ostili al governo sudanese, con il sostegno finanziario e logistico degli Eau, che continuano a respingere ogni accusa di coinvolgimento nel conflitto. Tra questi gruppi figurerebbero elementi legati allo Sudan People’s Liberation Movement-North, vicino alla fazione guidata da Abdelaziz al-Hilu, considerata alleata delle Rsf.
Le stesse fonti, precisa Rfi, sostengono che il sostegno esterno alle Rsf sia in atto da tempo: inizialmente i rifornimenti militari sarebbero transitati via terra dall’Etiopia attraverso la Somalia, mentre più recentemente sarebbe stato attivato un ponte aereo diretto dalla regione di Benishangul. Secondo l’esercito sudanese, l’ovest dell’Etiopia svolgerebbe oggi un ruolo di retrovia strategica per le Rsf, in uno schema che Khartoum paragona a quanto avvenuto in passato nel sud della Libia.



