In Sud Sudan quasi 8 milioni di persone rischiano la fame acuta

di Tommaso Meo
sud sudan

Circa 7,8 milioni di persone in Sud Sudan rischiano di affrontare un peggioramento dell’insicurezza alimentare e della fame acuta durante la prossima stagione di magra, tra aprile e luglio, secondo l’ultimo rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification sostenuto dalle Nazioni Unite.

Il rapporto segnala un aggravamento della situazione alimentare nel Paese, con milioni di persone previste nelle fasi 3 e superiori della classificazione, corrispondenti a livelli elevati di crisi. «L’analisi indica un peggioramento della sicurezza alimentare durante il periodo considerato», ha dichiarato la viceministra dell’Agricoltura e della sicurezza alimentare, Lily Albino Akol.

Particolarmente allarmante è la situazione nutrizionale: circa 2,2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta, mentre circa 1,2 milioni di donne in gravidanza o in allattamento necessitano di cure. Le aree più colpite includono le contee di Akobo, Fangak, Nasir, Nyirol, Ulang e Uror, alcune delle quali affrontano un rischio concreto di carestia in assenza di interventi urgenti.

Il deterioramento è attribuito a una combinazione di fattori, tra cui conflitti e sfollamenti, difficoltà economiche, inondazioni e accesso limitato agli aiuti umanitari. Secondo il rapporto, circa 280mila persone sono state sfollate, mentre l’aumento dei prezzi alimentari, le malattie e i danni alle infrastrutture continuano a ridurre il potere d’acquisto e aggravare la crisi, nonostante gli sforzi delle organizzazioni umanitarie per intensificare gli interventi salvavita.

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