La quiete dopo la tempesta. Forse.

di AFRICA
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di Giusy Baioni

Mappa RDCongoDopo giorni di febbrili (e a tratti poco chiare) trattative, oggi arriva la notizia: i ribelli dell’M23 hanno accettato di lasciare Goma e lo faranno entro giovedì o venerdì. Ad annunciarlo, in tarda mattinata, è stato il capo di Stato maggiore dell’esercito ugandese, Aronda Nyakairima, che in una conferenza stampa a Kampala ha dichiarato che l’M23 è pronto a ritirarsi senza condizioni entro 48 ore, pur mantenendo una presenza di cento uomini all’aereoporto di Goma, che in base agli accordi siglati sabato scorso dai Paesi dei Grandi Laghi runiti in Uganda per risolvere la crisi congolese.

Dopo poco, è arrivata anche la conferma diretta del comandante dei ribelli, Sultani Makenga, intervistato dalla France Press, nonostante in mattinata in un’altra conferenza stampa tenutasi a Goma, il capo politico dell’M23, Jean-Marie Runiga, avesse affermato che il loro ritiro era sottoposto ad alcune condizioni.

Nonostante queste discrepanze, pare dunque certo che la città di Goma tornerà libera e che i ribelli arretreranno di una ventina di km. Venerdì, poi, è prevista una riunione dei capi di stato maggiore dei Paesi dei Grandi Laghi, che si riuniranno proprio a Goma, “per accertarsi del rispetto degli accordi di smilitarizzazione della città”

A distanza di pochi giorni, un notevole cambiamento, dato che l’M23 fino a poco fa minacciava di avanzare fino a Bukavu e poi di puntare su Kisangani e Kinshasa. Miracoli della diplomazia. O delle trattative sottobanco. A volte basta una parola a far capire come stanno davvero le cose. E questa parola è “legittime”.

Al termine del vertice che sabato ha riunito a Kampala la Cirgl, la Conferenza Internazionale sulla regione dei Grandi Laghi (mancava il presidente ruandese Kagame, che intanto si incontrava a Kigali con il suo omologo del Congo Brazzaville), hanno diffuso un documento in cui si chiede, appunto, ai ribelli di arretrare a 20 km da Goma, si stabilisce che lo strategico aeroporto di Goma sia sotto controllo misto di ribelli, governativi e forze internazionali, ma si domanda anche che “il governo congolese ascolti, valuti e risolva le legittime rivendicazioni dell’M23”. Legittime, appunto. E con questa parolina si dà il via, in silenzio, a trattative i cui frutti si vedranno più avanti.

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