La piaga dei bambini soldato

di Marco Trovato
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

“Eserciti e gruppi armati continuano a reclutare e utilizzare i bambini, strappandoli alle loro famiglie e comunità, privandoli crudelmente della loro dignità e distruggendo le loro vite e il loro futuro”: è l’amara constatazione fatta oggi in un comunicato congiunto dall’Alto rappresentante dell’Unione Europea Josep Borrell e dalla Rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i minori e i conflitti armati Virginia Gamba. 

Intervenendo in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, i due alti diplomatici hanno sottolineato la persistenza di un fenomeno che continua a essere conseguenza diretta di conflitti in corso e si sono detti rammaricati perché solo una frazione dei minori rilasciati stiano beneficiando di programmi di recupero. 

L’insicurezza, si legge nella nota, impedisce a migliaia di bambini di accedere a un’istruzione e a un’assistenza sanitaria di qualità mentre le scuole e gli ospedali continuano a essere presi di mira. Nonostante siano vittime, i minori rimangono illegalmente in detenzione per la loro presunta o effettiva associazione con forze armate e gruppi militanti.

“L’impatto della pandemia di covid-19 – si legge ancora – è scoraggiante: la povertà e la mancanza di opportunità aumentano ulteriormente i fattori di spinta e attrazione per il reclutamento e l’uso di bambini da parte delle forze armate e dei gruppi armati, nonché la violenza o il rapimento a scopo sessuale. Le opportunità di istruzione, già interrotte dalla guerra e dagli sfollamenti, stanno ulteriormente svanendo. I bambini stanno tragicamente pagando il prezzo più alto mentre abbiamo la responsabilità comune di costruire un sistema sostenibile che protegga tutti i bambini in ogni momento”.

Nessuno ha il diritto di rubare i sogni dei bambini o la loro innocenza, dicono ancora Borrell e Gamba: “L’Ue e l’Onu si uniscono per garantire che tutti i bambini, ovunque si trovino, vivano un’infanzia libera dalla violenza e con accesso all’istruzione. I bambini hanno un ruolo chiave da svolgere nella costruzione di un presente e di un futuro in cui la pace prevarrà. È nostra responsabilità consentire loro di essere tali agenti di cambiamento”.

La protezione dei bambini nei conflitti armati è una delle priorità della politica estera dell’Unione Europea. Il piano d’azione dell’Ue per i diritti umani e la democrazia (2020-2024) adottato nel novembre 2020 stabilisce obiettivi concreti a tal fine. Questo impegno politico è sostenuto da progetti di sviluppo e umanitari, in particolare  in Colombia, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Somalia, Sud Sudan, Siria, Yemen.

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