È stato accolto ieri come un eroe al suo rientro in Somalia, l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan al quale gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso nel Paese, impedendogli di arbitrare i Mondiali di calcio in partenza oggi. Artan, 34 anni, e considerato uno dei migliori arbitri africani, ha dichiarato di essere stato respinto dopo un lungo interrogatorio nonostante fosse in possesso di un visto valido e di tutta la documentazione richiesta.
Thousands of people began to gather at Stadium Mogadishu, where the renowned Somali international referee and CAF Referee of the Year, Omar Artan, is set to be welcomed. pic.twitter.com/JhG0Mqw6zP
— Nasra Bashir Ali (@NasraBashiir) June 10, 2026
Il caso ha suscitato proteste da parte delle autorità somale e reazioni nel mondo dello sport e della politica, alimentando il dibattito sulle restrizioni migratorie adottate da Washington. Al suo ritorno a Mogadiscio, l’arbitro è stato ricevuto dal presidente somalo e salutato da migliaia di sostenitori.
Secondo un funzionario del Dipartimento di Stato americano, il rifiuto dell’ingresso sarebbe legato a presunti collegamenti con persone sospettate di appartenere a organizzazioni terroristiche, accusa che le autorità somale respingono con forza. La vicenda solleva nuovi interrogativi sull’impatto delle politiche di immigrazione statunitensi sull’organizzazione del torneo mondiale.



