Africa e America Latina: nuove alleanze per le sfide globali

di Tommaso Meo
Celac - Africa 2026

di Carmen ForlenzaCentro Studi Amistades

Tra il 18 e il 21 marzo di quest’anno si è tenuto il primo vertice CELAC-Unione Africana, che ha riunito esponenti politici, economici e della società civile di America Latina, Caraibi e Africa. L’incontro senza precedenti, segna l’inizio di una partnership inedita e una piattaforma strategica per promuovere una maggiore incidenza nei processi internazionali

Dal 18 al 21 marzo si è tenuto a Bogotà il X vertice della CELAC, la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi, insieme al primo Forum di alto livello CELAC-Africa. Un appuntamento che ha segnato un passaggio importante nelle relazioni tra due regioni che, pur condividendo diverse problematiche attuali e una lunga memoria storica segnata dalla colonizzazione, hanno finora avuto pochi spazi di dialogo bilaterale strutturato.

La Colombia, che ha presieduto la CELAC passando il testimone all’Uruguay, ha svolto un ruolo centrale nel promuovere questa apertura verso il continente africano, con il Burundi attualmente alla guida dell’Unione Africana. Al Forum hanno partecipato delegazioni di 19 Paesi africani insieme ai rappresentanti dei 33 Stati membri della CELAC, confrontandosi su tre temi principali che hanno fatto da filo conduttori a panel e discussioni: cooperazione Sud-Sud, riparazione storica e giustizia etnico-razziale, commercio e investimenti.

La prima giornata ha messo al centro la costruzione di una cooperazione strategica tra le due regioni, attraverso incontri dedicati a questioni come “La cura della vita dal Sud Globale”, “Pace con la natura e la biodiversità” e “Transizione energetica giusta e accesso universale all’energia”, mettendo in luce le priorità e gli approcci utili per le  due regioni. La seconda giornata si è focalizzata sulle prospettive di riparazione storica, sul dialogo della memoria e sulle alleanze strategiche tra donne africane, afrodiscendenti e native, con particolare attenzione ai giovani e alle azioni che promuovono il passaggio dalla memoria all’attivismo. Il 20 marzo, giornata dedicata al pilastro economico-commerciale, il confronto si è concentrato sugli investimenti, sugli scambi biregionali, sulle infrastrutture logistiche e sul ruolo delle banche nazionali di sviluppo.

Il Forum è stato pensato come una piattaforma di diplomazia multilaterale per facilitare lo scambio e le relazioni tra gli Stati partecipanti e per porre le basi di un lavoro congiunto tra CELAC e Unione Africana. Tra gli obiettivi, la definizione di strategie comuni in materia di cooperazione tecnica e commerciale, investimenti, coordinamento tra le banche , promozione della pace globale, risposta alla crisi ambientale e climatica, rilancio del multilateralismo e sostegno alle richieste di riparazione a favore dell’Africa e della diaspora afrodiscendente.

Gustavo Petro, presidente della Colombia, ha dichiarato al Forum che «Africa e America Latina devono cercare la loro propria identità per parlare al mondo, in un contesto oggi marcato da guerre, crisi climatica e indebolirsi del multilateralismo».

Il vertice rappresenta un punto di svolta in una conversazione che finora era rimasta debole e frammentata. Le due aree  coinvolte, America Latina e Caraibi da un lato, Africa dall’altro, rappresentano complessivamente 54 Stati e circa il 20% della popolazione mondiale.

L’attuale governo colombiano ha posto l’Africa al centro della propria politica estera, soprattutto attraverso la figura della vicepresidenta Francia Márquez e la sua Strategia Africa 2022-2026. Nella pagina ufficiale della strategia è riportata una frase di Márquez: «Oggi la Colombia riconosce l’Africa non solo come il continente dal quale provengono le nostre radici, ma come un alleato vitale per forgiare un futuro di pace, equità e prosperità condivisa. Abbiamo tracciato un cammino di riconnessione che onora la memoria dei nostri antenati e riafferma il nostro impegno ad affrontare insieme le sfide globali, promuovendo il benessere e la dignità dei nostri popoli».

Nel corso del mandato, Márquez ha realizzato quattro visite ufficiali in Africa, includendo Sudafrica, Mozambico, Madagascar, Kenia, Etiopia, Ghana, Gabon, Togo, Nigeria e Senegal, con la firma di vari accordi di cooperazione bilaterale. La visione della Strategia Africa ha proposto infatti un’integrazione interregionale capace di definire nuove politiche di cooperazione Sud-Sud tra aree del mondo spesso isolate tra loro e accomunate dallo sforzo di conquistare maggiore spazio nei forum internazionali dominati dai Paesi occidentali.

Durante il vertice Yamandú Orsi, presidente dell’Uruguay, ha assunto la presidenza pro-tempore della CELAC, indicando tra le priorità del suo mandato la sicurezza alimentare, la transizione energetica e l’interconnessione regionale.

Tra i risultati emersi dal Forum vi è anche la firma di un memorandum tra l’Istituto di ricerca Afro-Latinoamericano dell’università di Harvard e il CAF, la Banca per lo sviluppo latinoamericana, per rafforzare la ricerca e la produzione di saperi nell’area degli studi afro-latinoamericani. Primo frutto di questa collaborazione sarà l’organizzazione congiunta della VI Conferenza Continentale di Studi Afro-Latinoamericani, prevista dal 22 al 24 luglio a Cali, in Colombia, con la partecipazione di circa 1500 studiosi e ricercatori.

Uno dei primi risultati concreti del Forum è stata inoltre la firma dell’accordo tra Colombia e Ghana per l’apertura di una nuova rotta marittima tra il porto di Cartagena e il porto di Tema, uno dei principali scali commerciali dell’Africa occidentale. L’obiettivo è aumentare la connettività marittima tra le due regioni, stimolare turismo e commercio e favorire la cooperazione portuale attraverso lo scambio di buone pratiche in materia di gestione doganale, efficienza logistica, modernizzazione delle infrastrutture e sviluppo di porti intelligenti e sostenibili.

Nel contesto del Forum CELAC-Africa di Bogotà è stata inoltre lanciata l’Alleanza Strategica delle Donne Africane, Afrodiscendenti e Indigene, che riunisce rappresentanti di circa 30 Paesi africani, latinoamericani e caraibici. L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione tra queste comunità per promuovere giustizia sociale, uguaglianza di genere e sviluppo sostenibile, concentrandosi su leadership politica, giustizia razziale e riparazioni storiche, autonomia economica, valorizzazione culturale e costruzione di partenariati globali.

In concomitanza con il vertice, a Bogotà si è svolta anche una fiera o Rueda de Negocios alla quale hanno partecipato 124 imprenditori colombiani e 30 investitori africani, in presenza e in forma virtuale. Uno strumento pensato per promuovere contatti, investimenti e collaborazioni tra imprese colombiane e africane e potenzialmente replicabile anche in altri Paesi latinoamericani.

Il Forum risponde alla necessità di consolidare una relazione di lungo periodo tra America Latina, Caraibi e Africa, basata sulla cooperazione e sul coordinamento di posizioni comuni nello scenario internazionale. Ha confermato la volontà politica delle tre aree di costruire un partenariato strategico fondato sulla cooperazione, sul coordinamento politico, sullo sviluppo sostenibile e sulla giustizia storica. Allo stesso tempo, si configura come uno spazio accademico e politico di alto livello, in cui università, centri di ricerca e organizzazioni multilaterali cercano di articolare posizioni comuni nelle sedi internazionali, dalle Nazioni Unite ai negoziati sul clima.

L’attuale governo colombiano, che si appresta alla fine del mandato,  nelle personalità del presidente Petro e della vicepresidente Marquez, ha mosso passi decisi verso la creazione di relazioni solide con i Paesi africani e il vertice CELAC-Unione Africana potrebbe essere visto come il tentativo di istituzionalizzare e adottare come politica regionale e non solo nazionale il dialogo e la cooperazione tra le due regioni.

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