La lotta dei piccoli agricoltori contro la deforestazione in Africa

di claudia
agricoltore

Secondo i dati diffusi da Statista, la deforestazione in Africa ha portato a una perdita annuale di 4,4 milioni di ettari di foreste tra il 2015 e il 2020. Un fenomeno che non si arresta, ma negli ultimi anni qualcosa sta cambiando. I piccoli agricoltori di più paesi – Malawi, Senegal, Niger, Etiopia – stanno infatti rifiutando il consiglio del governo secondo cui gli alberi dovrebbero essere eliminati dai campi perché ostacolano la coltivazione dei raccolti. Grazie alle loro cure, il numero degli alberi isolati dalle foreste sta infatti aumentando, con netto miglioramento per lo stoccaggio del carbonio.

Un fenomeno allarmante quello della deforestazione nel continente, che interessa sempre più aree del Paese. La conversione delle foreste ad altri usi del territorio – riporta Statista – ha interessato soprattutto le aree orientali e meridionali del continente, con un tasso di deforestazione di 2,2 milioni di ettari all’anno.

Le foreste del continente stanno pian piano scomparendo e uno dei motivi è proprio la riconversione a terreno agricolo. Una recente ricerca diffusa dal sito 360.yale.edu porta una luce di speranza. Gli alberi che si trovano al di fuori delle foreste non stanno scomparendo e a dircelo sono innovativi satelliti dotati di intelligenza artificiale.

Questa nuova ricerca sta trovando sempre più alberi fuori dalle foreste, molti dei quali coltivati ​​dai piccoli agricoltori che – con tenacia e perseveranza, andando anche contro i consigli del governo che vorrebbe eliminare gli alberi per non ostacolare la coltivazione dei raccolti – si prendono cura degli alberi che germogliano sui loro campi e si rigenerano. Sono sempre di più i contadini “ribelli” che hanno a cura la loro terra e i loro alberi: si trovano in Malawi, Senegal, Niger, Etiopia. Secondo i dati diffusi su Nature Communications, almeno il 29% della copertura arborea in Africa è “al di fuori delle aree precedentemente classificate come foresta”.

Un lavoro quotidiano e apparentemente piccolo, quello di salvare uno o pochi alberi, che invece sta portando dei frutti importanti. Secondo i ricercatori, “un ettaro di alberi in crescita su terreni agricoli cattura e immagazzina fino a 4 tonnellate di carbonio dall’atmosfera ogni anno”.

Questi cambiamenti prima non erano visibili perché gli strumenti non erano adatti a mappare gli alberi al di fuori delle foreste. L’intelligenza artificiale ha rivelato che questi alberi non si trovano nelle piantagioni; sono per lo più alberi naturali sparsi nelle praterie della savana, nei terreni coltivati ​​e nei pascoli.

Alla base delle ricerca ci sono personalità come Florian Reiner, analista di telerilevamento presso l’Università di Copenaghen il quale, riporta il sito specializzato, ha dato il via alla ricerca e mira a realizzare grazie all’intelligenza artificiale un database globale di alberi che crescono lontano dalle foreste.

Immagine di freepik

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