Il vicedirettore del gruppo editoriale Standard Media, Alex Kiprotich, è stato rapito ieri sera lungo la strada tra Gilgil e Nakuru, nel centro del Kenya. Secondo fonti Africa Rivista, il giornalista è stato ritrovato nei pressi della diga di Masinga, dopo nove ore di sequestro.
Intorno alle 21:30, un veicolo ha bloccato l’auto del cronista. Come riportato da Kenyans e da altre testate locali, la dashcam e le telecamere di sorveglianza mostrano tre uomini armati ordinargli di abbassare i finestrini. Nei filmati si sente Kiprotich, in macchina con una persona non identificata, chiedere agli assalitori quale reato avesse commesso prima di essere trascinato fuori dal veicolo e caricato su un’altra auto.
Standard Media ha diffuso un comunicato per condannare quello che ha definito come un «tentativo del governo di mettere a tacere» il gruppo. L’amministratore delegato, Chaacha Mwita, ha spiegato che si tratta del secondo episodio ai danni del vicedirettore. Già il 27 giugno scorso, a Nakuru, tre uomini armati su una Toyota avevano tentato di prelevarlo mentre andava al lavoro, ma Kiprotich era riuscito a fuggire. Secondo l’azienda, quel modello di vettura «è associato alle sparizioni forzate di oppositori politici in Kenya». Le indagini interne della testata hanno poi collegato quegli individui ai detective dell’Ufficio di ricerca e intelligence criminale di Nakuru.
Il gruppo editoriale chiede ora «garanzie reali e visibili» per la protezione dei reporter nel Paese, richiamando le promesse mai mantenute dal presidente William Ruto. L’episodio si inserisce in un clima di forte tensione tra la presidenza e la testata The Standard, accusata dallo stesso Ruto di sensazionalismo e di una «campagna di propaganda estorsiva».
«Nessun keniota dovrebbe perdere la vita, la libertà o la dignità per aver criticato il governo, espresso un’opinione impopolare o partecipato a una manifestazione pacifica» ha dichiarato Ruto il 27 agosto durante il simposio del Katiba Day a Nairobi. Nel discorso, il presidente ha riconosciuto le ferite ancora aperte per le proteste del 2024 e del 2025, segnate da arresti illegali, sparizioni forzate e uso eccessivo della forza.
Il 30 agosto, per la Giornata internazionale delle vittime delle sparizioni forzate, Amnesty International Kenya ha invitato il governo ad agire. L’organizzazione chiede interventi concreti per fermare i sequestri, accertare la verità sui dispersi, perseguire i responsabili e risarcire le vittime e i familiari.



