La presidente della Commissione elettorale nazionale (Cne) della Guinea Bissau, Carmem Isaura Tavares Baptista Lobo, ha proclamato ieri sera la vittoria del “sì” con il 70% dei voti nel referendum popolare del 30 agosto.
Il “sì” ha ottenuto 383.117 consensi, contro i 160.904 del “no”. Dei 914.428 elettori registrati, 572.714 hanno partecipato alle elezioni, mentre 341.716 si sono astenuti.
La funzionaria elettorale ha elogiato «l’alto livello di senso civico» e «il profondo senso di responsabilità» dimostrati dai cittadini un’elezione che ha descritto come «ordinata e pacifica». Il “sì” ha prevalso nelle regioni di Tombali, Quinara, Oio, Biombo, Bolama-Bijagós, Bafatá, Gabú e Cacheu. A Bissau, invece, ha vinto il “no” con 64.241 voti.
L’adozione della riforma sottoposta a referendum apre la strada a una profonda riconfigurazione del regime politico della Guinea-Bissau, con un rafforzamento delle prerogative del presidente della Repubblica e una ridefinizione del rapporto tra potere esecutivo e Parlamento. Il nuovo quadro istituzionale prevede in particolare una maggiore preminenza della presidenza nell’esercizio del potere esecutivo, mentre si prevede una riduzione del ruolo del primo ministro.



