Il Kenya ha approvato formalmente l’accordo sanitario con gli Stati Uniti

di Tommaso Meo

Il governo del Kenya, presieduto dal presidente William Ruto, ha formalmente approvato ieri il quadro di cooperazione sanitaria bilaterale con il governo degli Stati Uniti, ratificando l’accordo originariamente firmato nel dicembre 2025 dall’esecutivo di Nairobi e dal segretario di Stato americano Marco Rubio.

Secondo quel che riportano i media keniani, l’approvazione consolida un partenariato strategico che intensificherà la lotta contro l’Hiv, la malaria, la tubercolosi e le minacce biologiche emergenti, sostenendo la transizione del Paese verso un sistema sanitario autosufficiente. L’intesa, che si inserisce nel nuovo modello della diplomazia sanitaria statunitense basato sullo scambio di dati clinici in cambio di fondi, prevede l’adozione di rigorosi standard di conformità digitale, la trasmissione dei dati medici in tempo reale e il progressivo inserimento di oltre 13.000 operatori sanitari di prima linea nell’organico pubblico nazionale.

Nei mesi scorsi il piano aveva suscitato aspre polemiche interne ed era stato temporaneamente congelato dall’Alta corte di Nairobi a causa dei ricorsi presentati dalle associazioni dei consumatori, preoccupate per la tutela della riservatezza delle cartelle cliniche dei cittadini. Le rassicurazioni della presidenza e del procuratore generale Dorcas Oduor sulla sicurezza dei sistemi informativi e sulla conformità alle leggi nazionali sulla protezione dei dati hanno tuttavia consentito di superare i nodi legali.

Sempre ieri, nella medesima sessione del consiglio dei ministri, il governo ha approvato anche l’iniziativa Mother-and-Child Lifeline in partenariato con il gruppo Amsons, stanziando circa 30 milioni di euro (4,5 miliardi di scellini keniani) per la costruzione di 10 ospedali di livello 4 e 5 specializzati nelle cure materne e neonatali. In base alle informazioni rese note, i nuovi presidi sanitari verranno realizzati in diverse aree del Paese, tra le quali le contee di Nairobi, Garissa, Embu, Kisumu, West Pokot, Uasin Gishu, Mombasa, Nakuru, Kwale e Bomet. Il progetto andrà a integrare la seconda fase del programma congiunto tra Kenya e Austria, un piano da circa 55 milioni di euro (7,8 miliardi di scellini) destinato all’ammodernamento dei servizi di terapia neonatale presso l’ospedale nazionale Kenyatta di Nairobii.

Condividi

Altre letture correlate: