In Vaticano la prima del film sulla strage di Debre Libanos

di Enrico Casale
Debre Libanos
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il monastero di Debre Libanos

Il monastero di Debre Libanos

Il 1° dicembre sarà presentato e proiettato in Vaticano un docu-film sull’eccidio di Debre Libanos, un massacro compiuto il 21 maggio 1937 dai soldati italiani come rappresaglia per l’attentato al Vicerè Rodolfo Graziani organizzato da partigiani etiopi il 19 febbraio 1937.

La pellicola è stata girata tra Addis Abeba e Debre Libanos e ricostruisce i fatti storici grazie al contributo di Ian Campbell, il maggiore studioso della strage, al monaco di Debre Libanos, Abba Hbte Gyorgis e a un testimone ultranovantenne di quei tragici avvenimenti, Ato Zewede Geberu. A questi, si aggiungono il Patriarca della Chiesa ortodossa di Etiopia, Abuna Matthias e l’arcivescovo di Addis Abeba, il cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel.

Il 19 febbraio 1937, pochi mesi dopo la conquista italiana dell’Etiopia, un gruppo di partigiani etiopi organizzò un attentato al Vicerè Rodolfo Graziani. Durante una cerimonia ufficiale, vennero scagliate contro di lui tre bombe che uccisero sette persone, ma uccisero Graziani. Quest’ultimo ordinò al generale Pietro Maletti (padre di Gianadelio Maletti, l’ufficiale italiano implicato nella strage di piazza Fontana a Milano) di massacrare gli abitanti del monastero, credendo che monaci e novizi fossero coinvolti nell’attacco alla sua persona e senza aspettare indagini con risultati ufficiali. Il 21 maggio vennero uccisi dai soldati italiani e dai loro ascari eritrei 297 monaci e 23 laici. Si pensa però che il numero delle vittime sia maggiore e si aggiri intorno alle 1.400-2.000 persone.

Il maresciallo Rodolfo Graziani

Il maresciallo Rodolfo Graziani (al centro)

Su questa strage, in Italia è calato il silenzio. Pochi storici (tra essi Angelo Del Boca) se ne sono occupati e nelle nostre scuole difficilmente si studia la storia coloniale. Il grande pubblico quindi la ignora, tanto che ad Affile, nel Lazio, quattro anni fa venne inaugurato un monumento alla memoria del maresciallo Graziani, viceré d’Etiopia. Uno sfregio non solo ai monaci morti a Debre Libanos, ma anche ai migliaia di libici fatti morire da Graziani nel deserto per reprimere la rivolta anti-italiana.

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