I giornalisti senegalesi presenti ai Mondiali non potranno seguire la loro nazionale in Canada

di Tommaso Meo
senegal media tifosi

Dopo i tifosi, anche i giornalisti senegalesi rischiano di non poter seguire la propria nazionale ai Mondiali di calcio in corso negli Stati Uniti, in Messico e Canada. A causa delle rigide restrizioni sui visti adottate da Washington, i cronisti incaricati di coprire l’evento dovranno rinunciare all’ultima partita della fase a gironi contro l’Iraq, prevista per il 26 giugno a Toronto, in Canada. Lo spostamento oltre il confine statunitense comporta infatti il rischio concreto di rimanere esclusi dal resto della competizione.

Il problema risiede nella natura del visto d’ingresso concesso loro: il documento ha una validitĆ  totale di 90 giorni ma autorizza un solo ingresso nel territorio degli Stati Uniti. Per questo, i reporter che sceglieranno di recarsi a Toronto per seguire il match non potranno successivamente rientrare sul suolo americano. La stessa criticitĆ  si presenterĆ  anche per i successivi incontri a eliminazione diretta, che la nazionale senegalese potrebbe disputare in Messico o nello stesso Canada in caso di passaggio del turno.

La situazione ĆØ stata definita sconfortante da GrĆ©goire Samba Ngom, inviato della catena televisiva senegalese 7Tv, il quale ha lamentato l’impossibilitĆ  di raccogliere sul posto le informazioni necessarie relative sia alla preparazione della squadra sia al post-partita. I limiti imposti dai visti d’ingresso statunitensi avevano giĆ  sollevato forti critiche nelle settimane passate, dal momento che a nessuna delegazione di sostenitori dei Leoni della Teranga ĆØ stato permesso l’accesso negli Usa. Le medesime difficoltĆ  stanno colpendo altri paesi africani: la Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, ha dovuto fare a meno del suo iconico tifoso Lumumba Vea per il debutto nel torneo contro il Portogallo.

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