Gambia | Un minuscolo Paese colmo di attrattive

di Valentina Milani
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Proseguono le nostre proposte di viaggi “virtuali”, utili per essere pronti a viaggiare non appena sarà di nuovo possibile. Oggi voliamo in Gambia, piccolo Paese conficcato nel Senegal che ha davvero tanto da offrire: dalle paradisiache spiagge di Banjul alle bellezze naturali, è la meta ideale per chi desidera rilassarsi in riva all’oceano ma anche per chi vuole avventurarsi alla scoperta della cultura locale e dei numerosi animali che popolano alcune sue zone.

È il Paese più piccolo dell’Africa continentale ma possiede una varietà di attrazioni incredibile: villaggi di pescatori, spiagge dorate, riserve costiere di grande importanza biologica, lo straordinario fiume Gambia che attraversa la nazione ospitando ippopotami, coccodrilli, colobi e centinaia di specie di uccelli. E poi la sua placida e ovattata capitale Banjul… Ma andiamo con ordine e avventuriamoci, un passo alla volta, in questa magnifica  nazione circondata su tre lati dal Senegal.

Atterrando e ripartendo da Banjul avrete sicuramente la possibilità di dedicare due o tre giorni alla visita di questa città che si distingue dalle altre capitali africane per la minore quantità di traffico, grazie anche alla sua posizione: sorge infatti sull’Isola di St. Mary, nel punto in cui il fiume Gambia sfocia nell’Oceano Atlantico.

Per trovare un po’ di sano caos, vi basterà però raggiungere Albert Market: il mercato principale della città che, colmo di bancarelle, offre la possibilità di acquistare tessuti tipici, scarpe, vestiti, cibo, oggetti per la casa… Ma soprattutto vi permetterà di fare un tuffo nella cultura locale e di entrare a contatto con la straordinaria popolazione locale.

Scorrazzando per la città, soffermatevi ad osservare l’Arco 22, un arco trionfale che venne costruito nel 1996 per commemorare il colpo di stato che il 22 luglio (da cui il nome) del 1994 aveva rovesciato il precedente governo legittimo. L’edificio è stato disegnato dall’architetto senegalese Pierre Goudiaby Atepa, lo stesso che ha progettato l’aeroporto di Banjul-Yundum. Con i suoi 35 metri è l’edificio più alto del Paese. Esso si regge su otto colonne e ha tre piani. Il primo piano si trova all’interno delle colonne. Al secondo piano si trova un loggione dal quale è possibile ammirare il panorama della città fino al porto. Al terzo piano si trova un museo tessile ed è possibile raggiungerlo tramite diversi ascensori e scale a spirale. Alla base dell’arco si può notare la statua del milite ignoto. La statua raffigura un soldato con un fucile posto a tracolla dietro la schiena che con una mano sorregge un bambino e con l’altra fa il segno della vittoria.

Concedetevi un po’ di relax su una delle meravigliose spiagge dalla sabbia color ocra raggiungibili dalla capitale: sono animate da donne che vendono frutta fresca e da banchetti che propongono frullati di ottima qualità. La domenica si popolano da famiglie del posto che creano un’atmosfera gioviale e rilassata.
Per cenare e per bere qualcosa la sera, il quartiere Senegambia è l’ideale: è la zona più turistica della città dove avrete l’imbarazzo della scelta in termini di ristoranti, pub e locali. Da assaggiare sicuramente sono il domodah, ossia la densa e squisita salsa di arachidi, e il benachin: riso cotto in salsa di pomodoro con verdure e pesce.

Quasi d’obbligo è una gita all’Isola James, oggi meglio conosciuta come Isola di Kunta Kinte, ossia il protagonista del romanzo Radici (Roots) di Alex Haley, e della miniserie televisiva omonima ad esso ispirata. In bilico tra realtà e finzione, la storia narra che Kunta Kinte, mandingo, fu catturato nel villaggio di Jufureh in Gambia e trasportato ad Annapolis dove fu venduto come schiavo a un proprietario terriero della contea di Spotsylvania, Virginia.

L’Isola e il Forte James che ospita sono stati riconosciuti  Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco in quanto testimonianze della tragica epoca dello schiavismo che interessò molte coste dell’Africa occidentale: da lì, infatti, numerose, troppe, persone furono costrette a salutare le proprie terre per sempre. Sull’isola sono presenti anche i resti di altre costruzioni edificate durante la permanenza degli inglesi, compresa un’inquietante cella d’isolamento per la detenzione dei prigionieri più irrequieti. Attualmente l’isola è minacciata gravemente da un serio problema di erosione, che ha già divorato circa un sesto della sua estensione dai tempi della costruzione di Fort James.

Durante il vostro soggiorno (per ora virtuale!) in Gambia, concedetevi anche una visita al Kachikally Crocodile Pool: situata nella cittadina di Bakau, a circa una quindicina di chilometri da Banjul, è una riserva che rappresenta una delle principali attrazioni turistiche del Paese. Consiste in un laghetto e in un sentiero adiacente che ospitano decine di coccodrilli del Nilo. Si tratta di un luogo sacro per le persone del posto: i coccodrilli simboleggiano infatti fertilità, così le donne locali che hanno difficoltà a concepire si recano al laghetto per pregare e fare bagni nelle acque ritenute curative. In Gambia un nome molto comune è Kachikally: i bambini che nascono grazie alla magia della riserva naturale vengono infatti chiamati così!

(Testo e foto di Valentina Giulia Milani)

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