Madagascar | Una tisana (anzi due) contro il Covid

di Pier Maria Mazzola
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La salvezza (dal Sars-CoV-2) verrà dall’Isola Rossa? Ne è convinto Andry Rajoelina, capo dello Stato da poco più di un anno dopo una controversa elezione, che ha presentato ieri ufficialmente Tambavy CVO, una tisana che avrebbe guarito due persone. «E abbiamo già molte richieste da tutto il mondo, Canada, Stati Uniti, Europa, di fornite loro i nostri prodotti». Perché in realtà esiste anche un decotto, Covid-Organics: sono entrambi preparati a partire da ritrovati della medicina tradizionale migliorati. Di formule e neppure di ingredienti non è ancora dato sapere, al fine di proteggere la proprietà intellettuale. Soltanto è stato rivelato il nome dell’artemisia.

Ieri iniziava quella che in Italia chiameremmo la “fase 2”, ed è il giorno che Rajoelina ha scelto per «annunciare con grande fierezza» davanti a una platea di invitati di alto livello il buon esito delle ricerche condotte dall’Istituto malgascio di ricerche applicate (Imra). I nuovi medicinali, secondo la corrispondente di Rfi da Antananarivo, saranno in vendita da domani nelle farmacie e supermercati, e distribuiti gratuitamente alle persone più vulnerabili. Saranno obbligatorie per gli studenti delle superiori che domani ritorneranno a scuola.

La comunità scientifica malgascia appare un po’ meno eccitata: «Il presidente ha messo il carro davanti agli zebù». E all’Imra stesso qualcuno dichiara che «sono ancora in corso studi clinici più approfonditi». In ogni caso, male questi infusi – di cui il presidente e la first lady hanno preso qualche sorso nel corso della presentazione – certo non faranno. E c’è un «vantaggio» certo: «Sono sedici anni che l’Oms ci mette i bastoni tra le ruote perché lasciamo perdere i nostri studi sull’artemisia [di origine cinese, buona contro la malaria, introdotta in Madagascar nel 1995, NdR]. Sì, l’Oms è a libro paga dei laboratori internazionali. Il vantaggio è che questa volta essi non hanno potere in Madagascar». Sono due industrie della capitale a produrre gli anti-Covid; la materia prima viene fornita dallo Stato.

Non mancano le polemiche. In particolare Fanirisoa Ernaivo – già candidata alle presidenziali e figura di spicco dell’opposizione, che si era già pronunciata contro le misure di contenimento adottate contro il coronavirus – ha denunciato l’utilizzo della popolazione come cavie. «Il fatto di avere fatto una produzione già in tali quantità significa che i test sono solo delle formalità. Io non sono una scienziata, dico soltanto che ci sono degli interessi economici dietro questa storia, vista anche la mancanza di bandi di gara. La manipolazione politica che continua. Ed è questo che mi preoccupa».

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